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il mio Zarathustra

Indice

2013

Libertà è partecipazione

Elezioni bistrattate

2012

Il fenomeno Occupy

Europa liberticida

L'oppio dei popoli

Il Titanic politico

I'origine dei debiti

Il tempo del non tempo

Assuefazione tecnologica

2011

Cittadini equizzati

Interessi Nazionali

Incubo estivo

Metafora sui giovani

Sfere private defraudate

Energia vs Democrazia

Le vicende mediatiche e noi

Il cavallo sanremese e il bunga-bunga

Per noi polli felici

Le mie formule inesatte

Inizio d'anno improvviso

2010

Un problema di attori

Anime spente

Omolagazione delle menti

L'angoscia dell'anonimato

I vecchi tempi

Incognite elettorali

Linfe vitali

2009

Chiacchere sul Natale

La crisi è finita

Noi viandanti del web

L'uomo subordinato

Timori e diffidenze

La decrescita
un'eresia?

2008

Armagheddon sull'economia globale

Sul razzismo globalizzato

Coriandoli di piazza

In mano ai calabroni

Evasione dalla natura

Educare rende forti

il saggio disubbidiente

La situazione nel 2008 è buona



2007

L'esaltazione della durezza

La civiltà degli Outlet

La bontà fraintesa

Cogito ergo non sum

Virus anarco-individualismo

Evasioni Estive

Follie Estive

La nostra agenda

Compito di genitore

Salvare il pianeta


Mamme con la valigia

La libertà di opinione

I mass media
oggi


Premessa ai
mei commenti

Siamo fottuti!

Il clima cambia noi no

2006
Noi emulatori
del potere

la proprietà privata

la diffidenza

Il sentimento
del "noi"

Essere gaudenti

La pubblica ottusita

Il valore
delle proprie convinzioni

pensieri di primavera


2005
Voto per corrispondenza

2004
Riflessione
di fine anno

Il mio Modo

Natale

Contro
corrente


Stiamo
Invecchiando


Lettera agli
amici








La mia pagina
su Nietzsche

 
 

Il mio Zarathustra vuole essere una finestra sul mondo per comunicare con degli spiriti liberi, e bisognosi di potere esprimere in piena sincerità il proprio pensiero.  Mario Pluchino / 12 Novembre 2004
 


Generale

Periodo 2008

Armagheddon sull'economia globale 16/11
L'Armageddon (anche scritto Armaghedòn) indica la battaglia finale tra i re della terra (incitati da Satana) e il Dio dei cristiani, tra il bene e il male di cui si parla nell'Apocalisse, nel Nuovo Testamento, oppure, più genericamente, indica una catastrofe apocalittica. In mancanza di visioni che oltrepassino il sistema attuale il mondo continua la sua pazza e sconsiderata corsa verso il burrone. Nubi dense e nere si avvicinano con gran passo mentre la maggioranza continua a cercare il divertimento, inconsapevole o meno di quello che li aspetta. La crisi finanziaria rischia di togliere, entro la fine del 2009, l’impiego a 20 milioni di lavoratori nel mondo. L'allarme lo ha lanciato oggi Juan Somavia, il direttore generale dell'Organizzazione internazionale del lavoro. Somavia, durante un incontro con la stampa, ha detto che: “il numero di disoccupati potrebbe passare dai 190 milioni del 2007 a 210 milioni entro il 2009”. Una cifra che rappresenterebbe un triste record. Nelle ultime settimane le borse mondiali hanno "bruciato" oltre Miliardi di euro (.. sic.. quante cose ci si potevano fare.. - ndr) e la BCE insieme alle Banche centrali del Giappone, Australia, Canada, U.S.A. e quelle Asiatiche sono dovute intervenire per immettere liquidità nei mercati. L'immissione di liquidità "fresca" è ottenuto tramite un "prestito" ad asta rapida da tutte le banche centrali di Eurolandia (Bankitalia, Deutsch Bank, ecc.), a cui la Banca Centrale Europea ha PROMESSO un interesse del 4 e rotti per cento. Scusate ma mi viene da ridere ;) ... denari dei risparmiatori "bruciati" che vengono "coperti" con altri denari dei risparmiatori INCONSAPEVOLI. Le banche centrali degli Stati prestano denari alla Banca Centrale Europea, scusate ma non sono sempre LORO? Mmmhh.. forse SI'! Allora ci stanno prendendo per i fondelli e stanno bruciando tutto... sembra proprio di SI'!! Chiunque ha denari investiti in fondi, conti "colorati" e simili sappia che questi soldi sono marciati in quel della Economic War e che forse "moriranno" sul campo! E se la vita come l'avete conosciuta sino ad oggi sparirà, piano piano, per far posto ad una nuova vita... la stessa dei popoli che emigrano da noi! Riuscirete in questa nuova situazione, benchè penosa, una volta per tutte a SVEGLIARVI e guardare oltre?

Tutti si preoccupano di cosa può succedere. Le banche non si fidano più delle banche. Tra di loro non si prestano più soldi. Il veleno introdotto nel sistema finanziario mondiale dai titoli tossici made in USA sta producendo i suoi effetti. Nessuno al mondo sa dire quanta sia la quantità di veleno americano e dove si trovi. La SEC, la FED, il Governo di Bush, il ministro del Tesoro Paulson dov’erano in questi anni? Mentre la loro nazione baluardo di libertà esportava cannoni e CDO e subprime, titoli su debiti inesigibili. Lo sapevano questi furbastri che erano inesigibili.

La guerra dei media è in atto da anni. Informazione serva contro informazione libera. Stampa e televisione contro Internet. Le balle dello psiconano (come lo chiama B.Grillo) sono in cima all’hit parade della Rete. Loro (i media) fanno finta di niente, mandano avanti gente come Vespa. La Rete è il male del mondo?? Pedofilia, traffico di organi, truffe, antipolitica, traffico di medicinali (falsi), siti porno. È questo l'utilizzo prefisso? Un terzo dell’Italia non ha l’adsl. Senza la Rete l’economia non cresce. Con la diffusione della Rete questi politicanti da strapazzo sarebbero finiti. Basti vedere cosa ha ottenuto Obama con la raccolta di fondi per la sua campagna elettorale tramite la rete. Le dittature oggi si impongono con il controllo delle informazioni e della Rete. Le armi sono diventate inutili per noi paesi evoluti che ci limitiamo a venderle ai fratelli meno fortunati. Se i cittadini sapessero la verità alcuni governi durerebbero cinque minuti. Il controllo si ottiene con accordi economici con le società di tecnologia americane, con Yahoo!, Google, Microsoft. Accordi che consentono alle dittature il controllo sui cittadini e alle società di fare soldi e di conquistare mercati.

I politici sono i maggiordomi dell’economia parassitaria o mafiosa o della combinazione della prima con la seconda. I padroni ordinano e loro eseguono. Il fuoco di copertura delle loro azioni è compito dei media, che rispondono comunque agli stessi padroni. Il cittadino può decidere solo in base alle informazioni di cui dispone. Va quindi tenuto in coma assistito. I media sono l’anello di congiunzione tra i politici e l’economia. Senza il sostegno del media il politico non sarebbe eletto. Senza le menzogne dei media i politici non potrebbero agire indisturbati. Ho l’impressione che i politici vivano in un mondo a parte, lontano dai cittadini. E che si cibino di intenzioni di voto, di tendenze elettorali, di poltrone e poltroncine. Ma anche una sedia a dondolo gli può bastare. L’unica realtà che conoscono è la loro e il cittadino è sempre suddito.

L’istigazione al debito non è un delitto. Ma dovrebbe esserlo. Interessi del 15/20% non sono considerati usura. Ma sono usura. I produttori guadagnano sugli interessi delle rate, non sul valore del prodotto. Quello che dà più fastidio di questi pifferai del debito, di questi apripista della bancarotta familiare, di questi usurai con la cravatta da manager, di questi avvoltoi del TAEG è la loro faccia da onesti. La lira vinse l’Oscar della moneta quando l’Italia risparmiava. C’era la giornata del risparmio. L’Italia non aveva debito pubblico. Ai bambini si regalava il porcellino. Adesso c’è la giornata del debito. Dura 365 giorni all’anno. In tutto questo per chi mi leggerà (se verrò pubblicato) in parte siamo responsabili noi tutti comuni e onesti cittadini. Ma come oltre a dovere riparare ai danni causati dai guerrafondai dell'economia che giocando a Monopoli con l'economia mondiale, dobbiamo sentirci in colpa? Le colpe sono la scarsa consapevolezza e conoscenza di come gira il mondo degli affari, la scarsa reputazione di noi stessi volendoci ingannare con l'assunzione di prestiti in serie per non farci mancare nulla, illudendoci allo stesso modo del giocatore di azzardo che un giorno potremo azzerare le perdite. L'illusione di essere colti, belli e intelligenti per il solo fatto di avere molte informazioni nella nostra memoria, che simile ad una memoria ad accesso casuale, più conosciuta come RAM (acronimo del corrispondente termine inglese Random-Access Memory). Questo termine descrive una tipologia di memoria informatica che si distingue per tempi di accesso notevolmente inferiori rispetto alla memoria ad accesso sequenziale e, in misura minore, alla memoria ad accesso diretto, motivo per cui è utilizzata come memoria primaria. Caratteristica comune a tutti i tipi di RAM utilizzati per la memoria principale è quella di perdere il proprio contenuto nel momento in cui viene a mancare l'alimentazione elettrica. Così capita a noi mentre ragioniamo su temi raccolti dalle vari fonti oggi disponibili (TV, Web, stampa ecc..). La vera conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori). La conoscenza è l'autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un'utilità inferiori. Qualcuno è in grado di spiegare la teoria della parità dei poteri di acquisto o il tasso di cambio reale? I fattori che influenzano l'andamento delle borse o le diverse possibili cause dell'inflazione? Ciò dimostra la nostra pigrizia e inesperienza e come risultato a lasciare il nostro destino e futuro nelle mani di chi comanda sempre più e decide le sorti anche dei nostri capitali risparmiati con tanto sudore. In realtà basterebbe ridurre i nostri consumi all'essenziale per riprenderci le nostre vite e farle sbocciare in valori non del tutto assopiti chiamati solidarietà, amore, natura, fratellanza e appropriarsi del bene forse più prezioso; il nostro tempo.


Sul razzismo globalizzato 18/10
Prendendo come spunto i due articoli nelle prime pagine dell'ultimo numero del vostro giornale "Razzismo" e "Consumatore: Wanted", e riconoscendovi vari punti in comune, ne sintetizzo il mio pensiero. Il male maggiore non è tanto il diverso di colore, strato sociale, religioso ma la diversa attitudine e peso che le varie culture attribuiscono al fenomeno del razzismo. Per ogni confine posto sin dai tempi preistorici, l'uomo ponendo dei muri e confinando il nemico oltre quella barriera ha così dichiarato la propria "ostilità" verso l'altro. Oggi nell'era moderna dopo enciclopediche letture sul tema del razzismo, democrazie multietniche, valori cristiani ed'altre dicotomie scritte, vogliamo ridurre questo arcano sentimento al termine "razzismo" come problema sociale? Saranno si dei bei propositi dettati come giustamente scrive I. La Rocca dal presunto rispetto di quei diritti costituzionalmente garantiti da ogni paese "civile", ma spesso manipolati da motivazioni politiche da entrambi i fronti politici. Da qualche anno in Italia la "questione razziale" ha superato gli aspetti tradizionali del regionalismo e si è indirizzato verso popolazioni di provenienza extra nazionale, dando vita ad un razzismo più sottile e, per questo, più pericoloso perché si pone il problema a livello culturale derivandolo dal nazionalismo. Fino al 1989 la parola identità era in disuso, poco utilizzata dalle scienze sociali e psicologiche, e non costituiva un problema per la politica. Il problema invece si è posto con il crollo dei muri e la globalizzazione che, con il suo grande incontro di diversità, ha creato un vero e proprio shock antropologico. Allora abbiamo tutti sperato di poter costruire una interdipendenza più pacifica e dialogante, ma prima la guerra del Golfo e poi la guerra dei Balcani e la pulizia etnica hanno fatto rinascere lo spettro dell' Europa del novecento». «Del resto la globalizzazione ha radici lontane e profonde.Ma non basta denunciare il fenomeno o raccontarne le origini per estrapolarne la radice. Servono esempi, episodi in cui il comune cittadino possa identificarsi. Fina a qualche secolo fa le nazioni europee divulgando la propria cultura nel resto del mondo, non tanto per motivazioni di solidarietà o ecumenico vigore, bensì saccheggiando e sterminando culture a volte superiori alle nostre e cosa più deplorevole dichiarando come mille anni prima lo fecero antichi popoli, la schiavitù un diritto acquisito. Ora vogliamo noi predicare al mondo globalizzato un messaggio di civiltà? Sono tempi passati e un lontano ricordo da cancellare come il nazismo ed'altre barbarietà commesse. Ma se poi "indagando" vengono alla luce dei fatti ancora più stravolgenti come non provare vergogna dei nostri governanti, che da un lato vogliono aprirci l'animo predicando la solidarietà verso i più deboli e diversi, e dall'altro lato chiudono entrambi gli occhi (anzi ne traggono profitti) dalla vendita di armi, pesticidi, medicine e aiuti umanitari spesso camuffati da invasioni territoriali per appropriarsi delle materie prime di quei paesi disastrati, prima dalle guerre tribali o fratricide, e poi dall'invasore (salvatore?), occidentale o orientale che sia non importa, che derubera definitivamente ogni risorsa e possibilità di emergere e di crescere. Vogliamo dare un nome e cognome a questa prassi assai diffusa da circa mezzo millennio. Si chiama colonialismo e la versione moderna possiamo anche chiamarla a piacere "globalizzazione" con aggettivi positivisti che evocano benessere per tutti e alla portata di tutti. La mia realtà è questa e le riflessioni sul razzismo hanno origine dalle storie sopra citate. Da decenni di soprusi, violazioni di ogni diritto e dignità, oltre all'umiliazione dei popoli immigrati nei nostri paesi per le varie problematiche da affrontare sin dal periodo scolastico, a quello di inserimento al mondo del lavoro per non parlare dei bassi stipendi e ghettizzazione a cui in ogni capitale moderna sono destinati la manodopera importata. Ne sanno qualcosa in nostri padri di prima generazione e in parte noi della seconda nella nostra modesta Svizzera. Vogliamo dare a queste realtà un nome più consone?

È la realizzazione di questa moderna società a cui noi attribuiamo prospettive ragionevoli una vana illusione? Tenuto conto del potere delle grandi aziende e banche, dell'apatia e impotenza della grande massa della popolazione, dell'inadeguatezza del compito dei leader politici, delle varie minacce ambientali, guerre nucleari, carestie, chiediamoci se esiste una ragionevole prospettiva di salvezza. Dal punto di vista economica visti anche gli ultimi eventi planetari sembra di doverlo escludere. Quando la vita è il gioco di probabilità di una trattativa d'affari tra alcune aziende, che pianificano e decidono sulla sorte di intere nazioni. L'ho già scritto e mi ripeto ma c'è poca saggezza nell'opinione tecnocratica, oggi tanto di moda, secondo cui non ci sarebbe niente di male nella frenesia lavorativa o del tempo libero. Nella superficialità dei sentimenti e ritenere che in fondo questa società attuale tanto male non è. Sono un pio desiderio e noi parliamo di razzismo o di consumatori indignati o maturi per decidere senza influenza alcuna cosa realmente spendere?

Le proposte sono già note: Dare inizio a dei programmi di intervento nelle scuole, di ogni ordine e grado, terreno di cultura delle nuove generazioni, e obiettivo privilegiato delle campagne di sensibilizzazione. Paradossalmente, il cosmopolitismo egualitario ha cagionato il razzismo globalizzato — per adesso ancora strisciante e implicito, ma non per molto. Messi gli uni di fronte agli altri nel "villaggio globale" che e diventata la Terra, i popoli si preparano ad affrontarsi. Ed e l’Europa, vittima di una colonizzazione di popolazione, che rischia di esserne il campo di battaglia principale. E quanti pretendono che sara il meticciato il futuro dell’umanita si sbagliano: in realtà il meticciato imperversa soltanto in Europa. Gli altri continenti, principalmente Asia e Africa, formano sempre piu dei blocchi etnici impermeabili che esportano il surplus delle loro popolazioni ma non ne importano di estranee.Il pericolo oggi concludo, è quello di legare vecchi fantasmi alle potenzialità delle nuove tecnologie nel tentativo di isolare la diversità. Ma il compito della politica è l opposto, è quello di integrare. Ovvero la globalizzazione delle idee e delle persone, prima ancora delle effimere merci.

Da un blog anonimo ho letto un commento abbastanza "pungente" che spiega meglio di mille parole (anche il mio scritto) il razzismo globalizzato oggi:L'integrazione globale non è un unico grande tetto sotto il quale tutti devono essere costretti a convivere, ma l'interazione spontanea e voluta di chi per vari motivi da sotto il suo piccolo tetto cerca alleanze, collaborazioni scambi, rapporti con chi vive sotto un altro piccolo tetto nel rispetto dovuto all'ospite ed al padrone di casa.
Voi che dal vostro palazzo create le condizioni perchè in strada le differenza si tramutino in scontri tra coloro che in quel palazzo nemmeno possono entrare e che ben vi guardate dal tenere le tende aperte per paura di essere riconosciuti a voi lo scettro di razzista. Anche se usate la parola Globalizzazione e non la parola Negro... Anche se usate la parola economia e non Rom... Anche se usate la parola sviluppo e non razza inferiore... Anche se dite buongiorno e non Buhhhh...


Coriandoli di piazza 02/05
Mentre le piazze si sono riempite per assistere al secondo V day, 200mila navigatori contattano giornalmente il sito di Grillo, e migliaia di grillini e curiosi seguono sempre più il magico pifferaio Grillo io mi volto dall'altra parte sentendo puzza di masse guidate verso traguardi scaduti ed effimeri. La solidarietà, il rispetto delle leggi, la sana coscienza e morale non sono qui di casa in questo pseudo movimento vuoto di veri contenuti di cambiamento, e ricco di greggi inseguitori di mode caduche e scarse volontà o personalità, improntate più sull'avere e chiedere che sul dare ed'essere veramente protagonisti. Indro Montanelli diceva che le rivoluzioni vincono non in forza delle loro idee, ma quando riescono a confezionare una classe dirigente migliore di quella precedente. Sagge parole che rivolte al presunto popolo dei blogger guidati da Grillo, fanno riflettere. Sulla proposta di tagliare i finanziamenti ai giornali è ovvio come in altri paesi, che esistono rapporti di dipendenza tra i giornalisti ed i potentati economici che limitino in pratica il livello di libertà di stampa che dovrebbe esistere in teoria (basandosi soltanto sulle leggi e sulla costituzione).

Dunque il concetto di indipendenza della stampa é strettamente legato al concetto di libertà di stampa. La maggior parte delle agenzie di stampa, dei giornali e delle televisioni sono di proprietà privata, ma molto spesso questo proprietario è un partito politico oppure sono gestiti da grandi gruppi economici e finanziari che esercitano qualche tipo di influenza. Chi di voi che appoggia (forse) tutte le proposte di Grillo conosce la situazione della libertà di stampa in Svizzera? Per tornare alla rivoluzione dal basso proposta da Grillo condita da forme e idealismi supremi di presunta solidarietà, rifletto e dico: Siamo esseri fragili e timorosi sempre più cibernauti, individualisti o se preferiamo menefreghisti, il successo dei blog, dei forum o delle notizie sempre più incessante che moltiplica anzi centuplica l'esperienza dell'unione con altri navigatori, togliendoci un bel pò di ansietà da smaltire nel villaggio globale sempre intrinseco e assimilato quasi a livello genetico dal nostro stile di vita. I "Vaffanculo" urlati non mi piacciono! La parolaccia violenta e provocatoria mi urta. La trovo fastidiosa. Trovo anche fastidioso che il protagonista dei V-Day urli continuamente. Beppe Grillo ha trovato un formato che ripete all'infinito e che gli permette di vivere in modo agiato e di essere ancora sulla cresta dell'onda. Intendiamoci: il comico genovese mi è sempre piaciuto. Lo seguo da quando era in Rai, da "Te lo do io l'America" passando per i vari Fantastico e Sanremo, oltre ad avere letto alcuni sui libri (leggo attualmente"Tutte le battaglie di Beppe Grillo"). Ho assistito anche ad due suoi spettacoli dal vivo qui a Zurigo prima che aprisse il blog. Ora però non lo sopporto più. Anche se ritengo che le sue battaglie siano sacrosante, giustissime, il modo in cui si pone non mi piace. Non è piacevole assistere a Beppe che arringa la folla sempre contro qualcosa o qualcuno. E' un approccio troppo negativo. Nella parola "Vaffanculo" c'è ben evidente una protesta fine a se stessa. Ed essa è, seppure involontariamente, l'incarnazione del massimo qualunquismo. Tutto questo mi suona macchiato di una volgarità che riduce il lavoro dei gruppi di volontari dei vari meet up ad una protesta sterile che non può avere una vera presa sulla gente di una cultura che non venga dal basso. E così la parte del blogger fustigatore alla lunga può stancare. Può venire meno la forza propulsiva: i ragazzi che lo seguono vogliono cambiare il mondo, e fanno bene. Però la storia insegna che quasi sempre, dopo qualche anno il mondo, la vita, cambia, trasforma gli innovatori, i rivoluzionari: "quando la cosa si fa grossa addio bandiera rossa" recitava un vecchio detto della sinistra. Un'altro aspetto non trascurabile: nessuno dovrebbe avere l'esclusiva della lotta contro i privilegi della Casta, contro i condannati in Parlamento o per l'informazione libera: Grillo invece si pone come vertice, eroe nazionale delle battaglie di civiltà. La sua comunicazione appare come unidirezionale, piramidale. Paradossalmente, Beppe usa il blog e i V-Day come quelle trasmissioni televisive dove il piduista più famoso d'Italia non ha contraddittorio... Anche se si sono create reti di volontari come gli "amici di Beppe Grillo" e i vari "Meet Up" ci deve essere comunque sempre la sua faccia a rappresentare questi gruppi, il suo nome a identificarli. La sua benedizione, insomma.A mio parere questo è il più grosso limite dei V Day e del movimento attorno Grillo: venuta meno la sinistra in Italia, si sta innalzando il comico genovese ad icona delle battaglie di civiltà. E questo è profondamente sbagliato, perché la lotta politica non spetta a lui. Infondo Beppe è solo un comico, non un politico. Lo dice lui stesso. Altro punto criticabile, è che spesso il signor Grillo usa modi dispregiativi verso quei politici (quasi tutti) a lui poco graditi con battute su qualche imperfezione fisica o espressiva della vittima di turno. Naturalmente il signor Grillo non vuole entrare in politica o fondare un partito, pur parlandone ad ogni respiro dei sui comizi. Quali sarebbero queste proposte rivoluzionarie mai dette o tenute occultate da chissà quale casta? Il degrado ambientale, la corruzione, il deficit pubblico, la crisi economica, la malavita, le leggi da rispettare?? Tutte cose già lette, scritte dibattute in libri, trasmissioni e dibattiti televisivi o da bar. In nessuno di questi movimenti nati io sento dell'autocritica sul nostro stile di vita esuberante e sprecone, spesso vissuta al di sopra delle proprie possibilità. La rivoluzione viene dal basso ma non con l'insulto ma con l'arma più potente che possediamo che sarebbe quella di boicottare i prodotti. Una sorta di rivoluzione pacifica stile Ghandi, che riuscì a scuotere ben altre masse per problemi sicuramente più seri. Se il popolo scontento della politica del governo di turno ha scelto di dare la fiducia per la terza volta al cavaliere, con l'unico strumento valido in una democrazia, cosa si vuole fare credere tramite i sermoni di Grillo? Che noi popolo italiano siamo influenzati dalla propaganda martellante attuata dai media e il burattinaio di tutto ciò sarebbe l'uomo più potente del nostro stivale? Ma dai Grillo, e tutti coloro che lo invocano, siamo veramente incapaci di utilizzare la nostra materia grigia situata nel nostro cranio? Come non sentirmi offeso nelle mie scelte di libero elettore, sentendo che non sono le nostre volontà a decidere? Il problema non è la politica miei signori e tantomeno i giornali. Finché esisteranno enormi gruppi finanziari, potentati economici, multinazionali che dominano i popoli, continueranno ad esistere cosche mafiose e massoniche come la P2, armatori che occupano alte cariche decisionali, traffici illeciti ecc.. il mondo seguirà lo stesso cammino dell'autodistruzione prima dei sentimenti e poi della natura. Le verità raccontate da Grillo sono sacrosante e lui da buon intermediario ha l'unica funzione di informarci su come vanno le cose dal suo punto di vista. Dal V day 1 al V day 2. Ho l’impressione che Beppe Grillo dopo l’enorme successo del vaffanculo day di settembre non abbia saputo come gestire la situazione. Questi quelli che secondo me sono stati gli errori più evidenti:
1. Aver bruciato i meet up con una accelerazione verso la politica che ha dimostrato disorganizzazione e improvvisazione
2. I bollini, un errore di presunzione
3. La perdita di collaboratori seri ed affidabili
4. La partecipazione ai suoi interventi di tecnici che nel passato avevano commesso errori non inferiori di quelli commessi nei progetti che criticavano
5. La censura nei commenti nel suo blog
6. La rimozione di parti fondamentali del blog come i trackback
7. “Italiani!” ripetuto troppe volte e che evoca ricordi funesti
8. I messaggi sempre e troppo pessimisti, perdita di ironia
9. L’appoggio incondizionato a Forleo e De Magistris quando era troppo presto per poter dare giudizi
10. il 25 Aprile è il giorno della Liberazione, e basta

Il punto è che Grillo, per galleggiare nel malumore, ormai deve spararla sempre più grossa. E come tanti altri anche Grillo attacca i giornali perché non scrivono quel che vuole lui e come vuole lui. Abbiamo imparato molte più cose da Totò che non da Gramsci. Totò, con il suo «vota Antonio, vota Antonio», ci diceva per esempio che la campagna elettorale dei suoi tempi somigliava già ad un canovaccio da commedia dell' arte. Ma nient' altro Totò sapeva e voleva e poteva fare. Questo Grillo invece crede di essere una somma di Totò e del professore Sartori, una specie di Sartori totoizzato, uno che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica. Nella rabbia dell' Italia giustamente insoddisfatta della politica, Beppe Grillo è dunque la carnevalata. I suoi sberleffi, le sue parolacce, le sue linguacce sono i coriandoli di piazza.


In mano ai calabroni 23/04
Mi esercito nel divertente gioco di descrivere il rapporto tra la formica infelice in mano ai calabroni. La formica siamo noi cittadini, utenti, consumatori o se vogliamo esseri umani, mentre i calabroni appartengono anch'essi alla stessa specie degli insetti ma con ben altri compiti, responsabilità o privilegi. La vocazione della formica era sempre stata di impegno massimo sin dall'infanzia più precoce. Infatti il contenuto della coscienza delle formiche un tempo felici, è tutto ciò che negli anni dell'infanzia fu regolarmente richiesto senza motivo da parte di educatori o insetti autoritari quali il calabrone. E così dalla coscienza nasce la necessità del (questo devo farlo, questo no). Così la formica crebbe con la credenza dell'autorità e ne diventa fonte della propria coscienza. Non era la voce di un dio che incuteva timore, ma il timore di alcuni uomini nell'uomo, o di alcuni calabroni a formiche.

Così per dirla in senso aristocratico, questo stato gerarchico fa parte come nel regno animale di una legge giusta per l'equilibrio e l'ordine societario. Ingiusto ma moralmente accettato la posizione di chi è troppo onesto e felice. Ma aimè spesso le formiche felici, cambiano posizione nel vedere i privilegi dei calabroni più liberi da rimorsi e meno preoccupati del inverno che incombe. Ben sapendo il calabrone che il rimorso è inutile come il morso del cane contro una pietra. Così la formica inseguendo i sui sogni fatti di diligente lavoro e onesto impegno accompagnando le sue giornate da bei canti che intonavano serenità e gioia, viveva le sue giornate in apparenza monotone ma piene di gaia esistenza. Il calabrone nella sua natura severa e rigidamente addestrato agli sforzi e all'ansiosa brama del potere ritenendo la formica così diversa da lui la considerava al di sotto delle proprie aspettative da lui ritenute giuste. Ovvero l'impegno costante alla lotta per il potere e al suo mantenimento. Riteneva insomma la formica una dipendente debole e oltremodo mansueta. Per un suo proprio appagamento ritenne necessario assumere il gufo suo prezioso consulente nelle faccende aziendali, con il compito di visionare e stipulare dei report e delle statistiche che oltre al bilancio dovette tenere conto dei risultati ottenuti dalla formica.

Intanto la formica continuavo il suo lodevole impegno sforzandosi di accontentare ogni richiesta del calabrone che aumentava sempre più le sue esigenze. Il gufo soddisfatto della sua mansione stipulò vari grafici in cui con adeguati accorgimenti dimostrò come il lavoro della formica avrebbe avuto un profitto maggiore per il calabrone. Propose in tal senso dei nuovi macchinari che richiedevano l'impiego di altre formiche più robuste di razza diversa, e di alcune mosche specializzate nella manutenzione tecnica. Per uno sviluppo più astrattamente generico, ogni conquista della scienza applicata in tutte quelle attività volte a trasformare la natura o le materie prime in una sempre più completa utilizzazione delle risorse naturali per soddisfare le esigenze del calabrone che già sognava ulteriori profitti. Ben presto la formica si rese conto di essere sempre più visionata, ma ciò la lasciò indifferente, essendo lei nobile di animo e fedelmente conscia del proprio ruolo di operaia. Le sue giornate passavano lente o veloci secondo gli incarichi e la sua voce ancora canticchiava ma con un tono più quieto.

La sera per la stanchezza accumulata andava a coricarsi più presto per essere in forma e attenta il giorno seguente. Il calabrone da buon supervisore notava che i sui affari andavano si a gonfie vele, ma non come sperava. Chiamò così il gufo spiegandogli la situazione di insofferente malcontento, chiedendo più impegno da parte di tutti. Così venne assunto il ragno che venne nominato responsabile delle risorse umane. Il suo compito era preciso e regolato nel vigliare e ispezionare per infine definire gli incarichi all'interno dell'azienda sempre più numerosa di impiegati. Vennero infatti assunti due api operaie nelle vesti di cuochi e alcune api soldato per le pulizie degli uffici e della mensa. L'azienda aumentò in modo esponenziale la produzione, ma le spese per le strategie per l’aumento della produzione stessa attraverso la partecipazione azionaria al capitale dell’impresa e l’incentivazione del management, unitamente a tecniche di fund raising per la promozione dell’etica e dei valori dell’impresa fecero precipitare i titoli in borsa che provocò una diminuzione del budget previsto. Identificata la missione aziendale e il target di destinatari, fù necessario verificare l’allocazione ottimale del piano, in rapporto ad ulteriori due variabili: la situazione legislativa di riferimento e la situazione tributaria. In ciascuno dei due elementi tracciati sarà determinante la chiarezza e la certezza nell’interpretazione delle norme EU, onde evitare sanzioni con conseguente dislocamento della produzioni.

Tutto questo trambusto di attività finanziarie provocò infine che si stabilì tramite decreto ministeriale sancito dall'allora governo in carica, alcune nuove norme per salvaguardare le imprese e in particolare modo l'impresa cui era impiegata la formica, che tramite il calabrone senior vecchio amico del bruco capo di governo, fece in modo che la propria azienda vennero ricapitalizzate tramite agevolazioni fiscali e in comune accordo con il segretario sindacale diretto dall'ape regina, si ottenne un aumento di capitale che salvo l'azienda. Gli accordi presi con i sindacati, banche e gli azionisti obbligo senza via d'uscita ad effettuare dei tagli sul fronte delle forze lavoro. Il gufo intanto venne eletto parlamentare e tramite la sua nuova carica oltre a quella di consulente del calabrone, diresse le azioni appropriate di bonifica sul personale vigente. Venne così convocata la formica senza preavviso e con la motivazione di scarso impegno, mancanza di stimoli e non avendo raggiunto tutti i traguardi definiti a inizio anno. Il ragno responsabile delle risorse umane elencò minuziosamente i punti definiti come traguardi e non raggiunti dalla formica come ulteriore motivo di licenziamento (quello c.d. oggettivo) ricavato anch’esso dall’art. 3 della legge n. 604 del 1962: esso altro non è che un motivo attinente all’attività produttiva, alla organizzazione del lavoro dell’impresa e al regolare funzionamento di essa. In tal caso non c’è un inadempimento del lavoratore, ma vi sono esigenze tecniche ed economiche dell’organizzazione produttiva che giustificano il provvedimento espulsivo. Venne proposto alla formica per i motivi sopra esposti, un auto licenziamento in modo che il suo CV fosse meno severo e senza contenuti sospettosi di scarso rendimento con una scadenza di un mese. Così dopo questa riunione drammatica per la formica e liberatoria per il calabrone e il ragno, ognuno rientro nei propri ranghi. La formica non canticchiava più e le sue colleghe mosche, api e altri innumerevoli insetti per la mano d'opera non le rivolgevano più la parola.

Chissà perchè quando si viene nominati in qualsiasi ambito sociale, i colleghi o amici più vicini ti trattano da estraneo o cercano in presenza di altri componenti di caste superiori di non mostrare troppa confidenza per non compromettersi o chissà quale altro timore. In tale situazione la formica non oppose alcuna resistenza al sermone posto dal calabrone e il ragno.In realtà l'attività spontanea della formica o di noi esseri coscienziosi, viene paralizzata nel sistema odierno, e la formica in cuor suo speranzosa e comunque felice avrà sempre come obiettivo di reinstaurare la piena attività interiore o spirituale in ogni settore dell'esistenza, al di là delle attese di qualche calabrone nevrotico.


Evasione dalla natura 3/03
Tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine, è linguaggio e colorato geroglifico. Nonostante una scienza della natura molto evoluta, oggi non siamo affatto ben preparati, né educati ad una corretta osservazione e, rispetto alla natura, ci troviamo piuttosto sul piede di guerra. (Hermann Hesse). Ho voluto iniziare questo scritto citando Hesse che ha saputo regalarci tanti pensieri intensi sul tema. Il profumo irresistibile che il risveglio primaverile ci regala tramite la natura, per coloro che tra qualche settimane avranno questa sensibilità, è uno degli eventi più attesi e magici durante l'anno. In natura è il momento in cui nasce nuova vita entro i resti della stagione vecchia. E' il momento del rigonfiamento del seme nella terra, che sta lasciando l'inverno per accogliere la primavera. Anche noi ne rimaniamo influenzati senza volerlo e la reazione è data da quell'istinto primordiale, quella necessità fusionale che ognuna si porta dentro sin dalla nascita. Questo richiamo aimè è sempre meno importante per noi umani. Non esiste la stagione degli amori (non siamo più bestie) o corteggiamenti e la riproduzione della nostra razza è regolata o dalle istituzioni, dalla nostra situazione economica, o dalle nostre scelte a volte diversamente orientate a decisioni esclusivamente individualiste. Diversamente dalle altre specie viventi la nostra ragione (o almeno così ci illudiamo), decide quali scelte operare non tanto per il bene comune della nostra stessa razza, non tanto per seguire un disegno prestabilito dalla natura, ma unicamente per seguire le proprie volontà come essere singolo. L'individuo è libero entro i limiti consentiti dalle leggi umane, di operare in un mondo parallelo che da migliaia di generazioni ha seguito l'unico istinto possibile "La sopravivenza". In seguito quando questa non rappresentava più una preoccupazione, con l'avvento della cultura e del progresso, oltre a molto più tempo disponibile, per nuove attività diverse dal cacciare e difendersi dai predatori, abbiamo piano piano smarrito il contatto primordiale con la natura. In seguito durante diverse epoche si è cercato di mantenere un rapporto di armonia, tramite l'arte rappresentativa. Un tempo le stagioni venivano scandite dalla partenza degli stormi verso i paesi più caldi o altri eventi naturali, e in primavera dal risveglio di molti animali dal loro letargo. Tutto ciò ancora avviene, ma è sempre più lontano dal nostro conscio collettivo, vissuto da sempre più persone nei grandi centri urbani dove il troppo freddo o il troppo caldo viene avvertito come fastidioso, e il bel tempo viene definito dalle possibilità di godercelo all'aperto in attività di svago. A volte di sfuggita ascoltiamo senza prestare troppa attenzione le notizie riguardanti degli studi sul cambio climatico, e per non farci rovinare il resto della giornata tiriamo avanti per le nostre vicende sicuramente per noi più importanti. Come natura spesso noi intendiamo qualcosa al di fuori di noi e sicuramente non così direttamente legato alla propria realtà, trascorsa in molti casi tra le quattro mura di un'appartamento o ufficio. Anche gli spostamenti avvengono sempre più in modo "non naturale" (ascensori, scale mobili,automobili, aerei ecc..), da indurci a credere che sia eccezionale o occasionale e legato ad'una gran forza di volontà e convincimento la ricerca di spazi all'interno della natura per evadere dagli spazi ormai "artificiosamente naturali". Così è legato a fattori ideologici o passionali il volere crearsi degli spazi incontaminati, oltre naturalmente al tempo disponibile delle nostre vite sempre più impegnate (in che cosa?). Anche il tempo in passato scandito da elementi naturali, oggi viene dettato dal tempo dei doveri, dello shopping, delle file in attesa o nel traffico.

In alcuni aforismi di Leonardo da Vinci leggo tra le molte gemme queste considerazioni:

«Ogni azion naturale è generata dalla natura nel più brieve modo che trovar si possa.»

«Chi si promette dalla sperienza quel che non è in lei si discosta dalla ragione.»


«La sapienza è figliola della sperienzia.»

«La necessità è maestra e tutrice della natura. La necessità è tema e inventrice della natura, e freno e regola eterna.»

Quante genuine verità in queste brevi riflessioni, e quanti paradossi con la nostra società moderna. Leonardo parla dell'esperienza e di azioni naturali per poi nobilitare la necessità. Ma tutto ciò chi riesce oggi anche solo a comprenderlo? Chi desidera la saggezza e la sapienza? Che rapporto abbiamo con le nostre necessità più profonde? Viviamo tutto in superfice e l'effimero ne è padrone.

Che cosa c'è di più bello che «immergersi nella Natura»? Monti, valli, fiumi, mare, lo sbocciare della primavera, il rumore di una cascata o della pioggia che batte sulle foglie di un ramo. L’umanità si manifesta con la nobiltà di pensiero, con l’amore per l’arte e la musica; la bestialità invece si esplicita nell’odio per la superficialità e vacuità del mondo borghese il cui scopo è la ricerca dei piaceri selvaggi. Una tendenza a volte mi spinge ad abbandonarmi al mondo, l’altra a starne lontano..

Nonostante la natura sia sempre più aggredita dalle nostre attività, l'interesse per essa pare aumentare. In parte grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione sul mutamento climatico e forse anche per i benifici risultati che il nostro corpo e spirito facendo tesoro delle esperienza apprezza sempre più. Ma una ricerca dell 'università dell'Illinois dice che il numero dei visitatori dei parchi e di chi fa attività all'aria aperta e vuole «incontrare» la natura, è diminuito di un quarto in 20 anni. Esattamente l'opposto di ciò che io speravo o la verità è nel mezzo? Leggendo più accuratamente i risultati di questa ricerca, si afferma che in compenso programmi televisivi, DVD, Internet e riviste di ogni genere, sono pieni di natura. Avventurosi viaggi nelle zone più impensabili e incontaminate, viaggi ecologici, isole incantate, scalate improbabili sulle cime più rischiose o deserti indiani avvolti dal mistero. Più che un vivere di prima persona l'esperienza di passeggiare nel proprio giardino, è un continuo invito, una continua offerta di emozioni che però, nella gran parte dei casi, sembrano esaurirsi non tanto nel vivere la natura ma nel guardarla attraverso gli strumenti dei mass media. Ci accontentiamo noi uomini mediatici all'interpretazione data dalle immagini o all'esperienze vissute dai professionisti del conoscere. Le esperienze dei vari geologi, archeologi, paleontologi e altri "ologi" che non mi vengono, stimolano di più che la ricerca ed'esperienza personale dello scoprire.

Quasi che incominciassimo ad avere il timore di andare a vedere e verificare in che condizioni sia, veramente, il mondo là fuori, dove un tempo i fiumi scorrevano limpidi e impetuosi ed oggi trasportano veleni e inganni. Inconsciamente rassegnati ci affidiamo alle belle immagini, che riproducono in modo distorto la Natura. Così ci sentiamo più tranquilli, e forse più appagati. Sempre più confusi tra realtà che ci dona l'apparato tecnologico della riproduzione, e a volte della manipolazione, del reale, che quello realmente autentico da scoprire con il contatto fisico con i luoghi della natura. La fuga della natura come ho intitolato questa mia riflessione è sintetizzata in queste brevi frasi:

Da cosa fuggo io se posso avere tutto direttamente in casa seduto tranquillamente con in mano l'unico strumento che davvero conosco meglio di qualsiasi altro ossia il telecomando del mio televisore a schermo piatto? Passeggiare fra le montagne o vederle su uno schermo o in una pagina patinata, è ormai la stessa cosa? Se il rapporto fra noi e la Natura si sta rapidamente modificando, quello fra gli individui è già definitivamente modificato. Anche la comunicazione interpersonale è cambiata è alle nostre latitudini il numero dei cellulari ha da tempo superato il numero di abitanti. Non vorrei sembrare come B.Grillo che una decina di anni fà nei suoi spettacoli rompeva davanti al pubblico il personal computer e sputava veleni di ogni sorte verso ogni forma di tecnologia, per poi convertirsi con l'avvento del nuovo secolo alle tecnologie più avanzate facendone uso personalmente per espandere la sua popolarità e creando un blog tra i prime sette al mondo per numero di connessioni ecc... Non posso avercela con la tecnica essendo di professione un informatico, e da sempre affascinato per ogni forma di sviluppo avanzato e scoperta. Però, fra individuo ed individuo, così come fra individuo e natura, si frappone un «filtro», una potente e suadente tecnologia. Che forse ci distanzia e ci isola. dalla natura e dalle persone. È questa la mia unica obiezione che secondo me è responsabile di allontanarci sempre più dalla natura. Intesa questa natura non solo al di fuori di me si intende, ma anche nel mio intimo. Ma ciò sarà materiale per un'altra riflessione. In sintesi fuggiamo da ogni parte. Da fuori e da dentro di noi. Siamo prima che cittadini, uomini, genitori, figli o amici dei consumatori. Siamo parte integrante di analisi di mercato che considerano il nostro nome un potenziale cliente da accaparrare.

La maggior parte delle persone pensa a ciò che non vuole, e poi si domanda come mai è proprio questo che continua a verificarsi. Quando ti concentri su qualcosa, qualunque cosa sia puoi star certo che le darai vita. Voglio convincermi che ho il controllo di (quasi) tutto quello che mi capita. Senza che i miei sentimenti siano meccanizzati, e solo il mio intervento cosciente debba essere causa e non effetto degli eventi.

In questo consiste la vera libertà, questo è il mio potere. Libertà e realtà come risultati diretti della propria attività di pensiero in perfetta sintonia con madre natura. Felicità, finché dietro a lei corriamo non siamo maturi per essere felici. Abbiamo già tutto intorno a noi basta coglierne i frutti.


Educare rende forti 11/02
L'uomo è una miniera ricca di gemme di inestimabile valore. Sensibilizzare coloro che mi leggono sul tema dell'educazione è lo scopo di questo mio breve scritto, affinchè la mancanza di una adeguata educazione non privi l'essere umano di ciò che al suo interiore di piu prezioso possiede. Non sono pretenzioso essendo un semplice genitore di due meravigliosi bambini, ma con zelo cercherò di esprimere le mie vedute senza entrare in concorrenza con psicologi, educatori sociali o altri specialisti di rango ben più elevato. Tanti libri sul tema sono già stati scritti e le mie poche gocce in questo oceano non cambieranno la situazione. Il vero successo per partire da un possibile commento finale lo avremo noi genitori se avremmo ottenuto più rispetto da parte dei nostri figli e in generale dai più giovani. È sicuramente positivo partecipare alle varie iniziative o convegni sul tema. Vi è un'importante scambio di idee, opinioni o nuove strategie. La federazione svizzera per la formazione dei genitori (FSFG), promotore della campagna di sostegno per i genitori, ha messo in commercio pubblicazioni in 16 lingue, oltre a cartelloni pubblicitari. Questo materiale può essere utilizzato, per promuovere corsi, conferenze pubbliche ed animazioni. È semplicemente fantastica tutta questa iniziativa! Infatti da a noi genitori la possibilità di renderci sensibili sull'importanza del processo educativo, per dare alle generazioni più giovani la linfa necessaria per svilupparsi, creare relazioni e superare i piccoli e grandi fallimenti per affrontare nei migliori dei modi le molteplici sfide della vita. Investiamo tante energie sul lavoro per accrescere e mantenere un nostro standard di benessere o per non fare mancare niente ai nostri figli e a noi stessi da ritenere tutto banalmente già definito e sicuro per quanto riguarda l'educazione. Ogni nostro errore avrà delle ripercussioni sulla intera società e non solo futura. Contenere la violenza è uno degli scopi principali, e regalare amore. Ecco, in questi due importanti punti vorrei partire con la mia teoria educativa secondo cui educare in modo "giusto" rende forti non solo ai nostri figli ma anche noi stessi. Vorrei descrivere alcuni punti per me essenziali per la crescita dei nostri figli e di noi.

Regalare amore ad un bambino significa dimostrarglielo e accettarlo così com'è, inoltre così facendo la sicurezza in loro stessi sarà rafforzata da questo nostro sentimento di fiducia.

Essere onesti nei loro confronti senza ingannarli con false promesse. Inoltre mostrare i propri sentimenti senza incertezza. Amore e gioia, tristezza dolore e rabbia fanno parte della vita in famiglia, e ognuno deve sentire la libertà di esprimersi senza timore. Un tenero abbraccio vale più di tante prediche o false moralità.

Essere un modello di ciò che si vuole loro insegnare. Incitandoli ad esprimere le loro passioni e ponendo dei limiti laddove servono. Essere un esempio di coerenza e mantenendo delle sane abitudini rispettando il proprio corpo e incitandoli ad una vita interiore piuttosto che a mete unicamente esteriori e materiali.

Quindi la vera metamorfosi deve avvenire nel Sé, attraverso la rieducazione degli istinti già presenti nel giovane, ma non del tutto risvegliati essendo in parte accantonati dalla morale vigente imposta da noi stessi genitori. Un'esempio è il cristianesimo che, nell’arco di qualche secolo, si può raggiungere un particolare tipo di uomo con un allevamento speciale, e, inversamente, che si può ottenere il tipo opposto con un’educazione ai valori anticristiani. Ogni comunità infatti ha sempre bisogno di allevare i suoi membri secondo un modello di uomo che ritiene essere di valore superiore per il suo bene, e anche l’uomo buono e l’uomo gregario rientrano in tali modelli di valore. Dunque, la comunità che adotta i valori del gregge ha tutto l’interesse ad allevare un tipo d’uomo che sia soprattutto innocuo, e per questo allevamento il termine più appropriato è quello di ‘addomesticamento’.

Tuttavia, la scarsa conoscenza dell’essere umano da parte della morale comune, e anche il fraintendimento su quello che è bene per l’uomo al di là degli interessi di una comunità ristretta e delle necessità del presente, hanno operato ai danni degli individui più forti e ben riusciti, determinando così il rimpicciolimento di tutta la specie e la castrazione di una parte fondamentale dei suoi istinti. E’ per questo che noi adulti abbiamo il dovere di iniziare il contro-movimento rispetto ai valori della decadenza, e allevare un nuovo tipo prima che tutto il passato finisca nell’oblio. Dovremmo educare un tipo di uomo eletto o superiore che accetti o desideri pervenire ai nostri insegnamenti fatti di contenuti sani e saggi? Come riuscire in tale arduo compito? Non si tratta di formule miracolose e apparentemente inspiegabili, dato che ogni opinione può arenarsi a diverse interpretazioni. L'insegnamento viene anche dal sacrificio e l'esercizio, reprimendo tutto ciò che ha il sapore del facile, del comodo e mandando se necessario allo sbaraglio senza la nostra costante protezione i nostri figli Responsabilizzare con compiti che stimolino la presa di decisioni senza rendere involontariamente il figli simili a noi. L'apprendimento delle conseguenze da pagare in caso di fallimento è sicuramente degno di uno sforzo da parte nostra, onde evitare una generazione vuota da ideali e mete che vadano oltre il puro divertimento e sballo fine settimanale. Inoltre sono sopratutto i "NO" detti con il tono giusto i momenti di maggiore insegnamento, lasciando pochi dubbi di chi detiene il controllo della situazione in famiglia. Avrete capito che sono propenso ad una educazione di stampo severo, ma allo stesso tempo di disponibilità totale nei momenti di bisogno e di supporto. Che siano le nostre esperienze le più belle a dettare il filo conduttore nell'insegnamento, senza dimenticare i momenti di sconforto che prontamente ci hanno dato la linfa necessaria per rialzarci e continuare il proprio cammino in questa vita, il cui calice delle passioni o se vogliamo trasgressioni sane devono sempre accompagnarci in ogni età.


Il saggio disubbidiente 30/01
Introduzione
Ci sentiamo spesso o direi sempre impotenti dinnanzi alle grandi questioni che influenzano la nostra società. Essendo poi giornalmente invasi da notizie negative provenienti da tutto il pianeta, abbiamo sempre più l'impressione o la reale percezione di impotenza e un'arrendevole sentimento pervade le nostre menti. Questo vale per coloro che nutrono un senso di solidarietà verso il prossimo, anche se fanno poco per mobilitare questa qualità, anzi nel loro spreco alimentano ancor più il mare delle ingiustizie, e di degrado sia ambientale come anche morale che seguendo i vari canali mediatici sono ad un punto di saturazione preoccupante. A chi dovrebbe fare comodo tanto pessimismo e prospettive incerte per il presente e futuro immediato? Forse questa nostra immobilità o indifferenza si nutre di pessimismo placando così il senso di responsabilità che potrebbe introdursi nelle nostre coscienze. Tanti spettacolari fatti di cronaca inducono la nostra bramosita a conoscerne ogni minimo particolare, o a volte ad'emularne le poco nobili gesta. Vi è dell'altro che descrive questo stato delle cose, che io chiamerei ottusità e infelice convivenza con l'ondata di fatti negativi che invadono le nostre vite. Sarà che non sappiamo come raggiungere la propria felicità, e di come rendere la nostra esistenza più interessante e costruttiva, che il passare gran parte del nostro tempo consumando da spettatori passivi fatti di cronaca, politici e sociali che oltre a riempirci di notizie altro non fanno?

La passivita' della mente in questi casi diventa la prima attività dell’intelletto umano e lo spirito adatto a ricevere le impressioni esterne, sia mediante i sensi, dagli oggetti esterni, sia mediante le proprie operazioni, quando riflette su di esse, oltre allo sconcerto e l'impotenza non vede oltre. In tutta quella grande estensione in cui lo spirito va errando, in quelle remote speculazioni con le quali sembra che s’innalzi, esso non si scosta un briciolo al di là delle idee che il senso o la riflessione gli hanno offerto per la sua contemplazione. Per questa parte, l’intelletto è puramente passivo e non è in suo potere avere o non avere dei materiali adatti della conoscenza da usare con più serenità e profitto.

L'unico strumento rimasto a disposizione ossia la propria azione, deve o dovrebbe influenzare lo stato attuale dell'ambiente che ci circonda, assai più di quanto le suggestive proiezioni negative dei media vogliano convincerci, che sono sempre i potenti di turno a decidere con le loro prepotenze. Anzi vorremmo emularli! Ma data la nostra inerzia il possedere il più possibile, placa le nostre coscienze così bistrattate. Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. Non abbiamo bisogno di leader. Pensiamo col nostro cervello. Siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Contemplare il presente per pianificare il futuro. Io asserisco che la tecnologia farà da regina nei prossimi 40-50 anni. Vivremo due secoli, ringiovanendo a piacere, saremo circondati da comodi ed efficienti assistenti personali artificiali che si occuperanno a tempo pieno di noi: i robot. La medicina del futuro sara' quella dell'immortalità, fatta di terapie di ringiovanimento che permetteranno alla nostra pelle di spianare naturalmente le rughe, ai capelli di tornare folti e lucidi, ai denti di ricrescere e agli organi interni di rigenerarsi ripetutamente, in modo da poterci mantenere in una età biologica non superiore ai 30 o 40 anni. Tanta tecnologia che apparentemente dovrà migliorarci la vita, sara' offerta al mercato dei consumi dell'HI-tech. Telefoni cellulari che saranno assistenti dalla voce umana che interagiranno come gli umani. L'istituto di tecnologia del Massachusset sta lavorando, in queste ore, su un progetto rivoluzionario per chi necessità delle lenti a contatto: lenti bioniche con le quali sara' possibile collegarsi in rete visionando i dati attraverso le medesime lenti che rifletteranno le immagini direttamente sulla retina. I comandi si muoveranno semplicemente con l'occhio, perché il motto del futuro e' "tutto in piena velocità" . Che felicità per gli internauti instancabili.

Intanto nel presente l'Italia sta attraversando un periodo non semplice sul piano della vita pubblica. La povertà cresce e la sfiducia verso le istituzioni e la politica e' intensa, oltremodo rimane pervasa in ogni ambito del sociale. L'Italia ha un tasso di democrazia incompiuta fuori dagli standard europei. Aver osservato la gestione politica in tutti questi decenni, ad esempio quella della spazzatura di Napoli e dintorni, ha fatto classificare l'Italia al pari della Cambogia, e tutto questo per la grande felicità della caduta del Governo Prodi.
Gli Italiani che amano il loro Paese e lo vogliono far grande, non hanno piu' scelte: i tempi per le lamentele, contorti su se stessi, sono scaduti . Adesso sono i tempi dell'azione. Torneremo al voto politico? Sempre come prima, con questi (scusate la terminologia) stronzi che puzzano? La Liberta' e' un bene inviolabile, non continuiamo a permettere che lo "status quo" si appropri del diritto, della legalità e di tutto, oltremodo del futuro dei nostri figli. Molte filosofie antiche iniziano: "All'inizio c'era la parola", "L'uomo e' quello che pensa". Il pensiero, il desiderio di voler cambiare porterà il cambiamento. Da parte mia dopo tante belle parole scritte, propongo le seguenti diserzioni e istruzioni per l'uso.

Diserzioni:
- Disertare il lavoro dominato e malpagato, la disperazione imposta al non lavoro, il ricatto della precarietà.
- Disertare la discriminazione tra i poveri diretta contro le sorelle e i fratelli migranti, e la negazione di diritti che soffrono nelle nostre terre.
- Disertare la falsa informazione e la narcosi dell'intelligenza manovrate dai padroni dell'etere con soldo pubblico o privato.
- Disertare in ogni forma, in ogni luogo, l'obbedienza alle politiche promosse dai maggiori nemici dell'umanità: i governanti e i tecnici della rapina e della distruzione sociale e ambientale.

Istruzioni per l'uso:
- Acquistare lo stretto necessario evitando spese superflue
- Svolgere attività nel proprio tempo libero non legate a costi (ve ne sono tante)
- Imporsi il non uso di telefonini a parte le emergenze
- Ridurre la produzione di rifiuti già nell'acquisto del prodotto
- Non seguire le mode consumistiche
- Non acquistare prodotti appena uscita, ma il modello precedente
- Educare i propri figli al risparmio
- Consumare acqua dal rubinetto dove sia possibile
- Usare la macchina il meno possibile
- Limitare al minimo il consumo di medicinali e visite mediche
- Riparare gli apparecchi elettrodomestici ancora in buono stato
- Acquistare la tecnologia su Internet
- Non fare chiamate internazionali con il cellulare
- Non fare nessun tipo di credito o prestito
- Farsi stampare i biglietti da visita su internet
- Confrontate su internet ogni spesa costosa
- Diventa una persona a Impatto Zero® sull'ambiente! (www.impattozero.it)
- Tenere un quaderno del bilancio familiare
- Fare la doccia invece del bagno
- Chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti
- Sostituire cibi costosi con cibi che contengono le stesse sostanze nutritive.

I miei consigli sono veramente utili a tutti coloro che ritengono che risparmiare non sia soltanto una cosa utile, economicamente parlando, (il che è piuttosto ovvio se non addirittura pleonastico), ma è anche una cosa moralmente apprezzabile (in quanto combatte lo spreco di risorse, allunga la vita utile dei prodotti, riducendo la produzione di rifiuti). Seguendo le mie preziose indicazioni sicuramente il "pil" o la ripresa economica non raggiungerà le previsioni fatte dagli economisti, ma migliorerà sicuramente le nostre esistenze. Concludo in bellezza citando un'aforisma di F.Nietzsche. Agire affinché ogni cosa buona diventi bene comune e affinché tutto sia libero per coloro che sono liberi.
Af. 87 "Il Viandante e la sua ombra"


La situazione nel 2008 è buona 20/01

In questo anno appena iniziato i motivi di ottimismo sono tanti e vorrei citarli in ordine alfabetico.

Amore
Sono sempre più gli individui che vengono illuminati e convertiti da un dio che entrato nel loro animo ha dato un senso allo loro vita segnata prima da tante sventure e di innumerevoli aberrazioni. Il loro amore per il prossimo è però circoscritto nelle organizzazioni di cui sono membri, e ciò è riduttivo ma perlomeno illude ed evita di assumersi responsabilità. Intorno a loro l'amore proclamato è senza azioni vere di pratica verso un vero cambiamento in questo mondo.

Benessere
Siamo tutti super impegnati ad'assicurarci un futuro più sicuro e ciò è lodevole. Ovviamente il più scaltro potrà assicurarsi un tale benessere che pur di mantenerlo, a costo di calpestare i diritti altrui, dovrà vivere diverse vite affinchè i suoi sogni saranno placati.

Clima
Il clima o il suo mutamento è poco percepibile e pertanto si continua con il solito e amato spreco. L'illusione o convinzione è che tutto si aggiustera grazie alla dea "scienza", ma la natura più giusta troverà a lungi termine il suo nuovo ordine anche senza di noi.

Dimissioni
È una parola in disuso e temuta dai più tanti. Siamo disposti a tutto pur di conservare il nostro status raggiunto. A meno che non si trovi dove ve ne sia la possibilità un'opportunità migliore, ecco che questa parola è per noi piacevole e riempie di nuove speranze e vigore il nostro conscio.

Ebbrezza
In questo offuscamento dell'intelletto, stato di euforia o di esaltazione provocato dall'aver assunto qualche sostanza alcolica o altro, si crede di raggiungere una viva eccitazione dovuta a passioni raggiungibili in altri modi più sani e produttivi per l'intelletto. È ebbrezza ogni piacere intenso, sia fisico come anche mentale. Da non confondere con la bramosia, che da un incontenibile desiderio non più controllabile. Le migliori passioni sono quelle in cui ci sentiamo vivi, utili ad una causa e nelle quali lasciamo un segno del nostro operare.

Fedeltà
Non è più di moda e come spesso capita, risulta doveroso averne piena fede da condividere con qualcuno. Da intendere, questa fedeltà, nei rapporti amorosi non legati unicamente al piacere fisico, ed è qui il paradosso. Come conciliare un istinto arcano e tramandato da decine di generazioni, con il liberalismo imperante.

Guerre
Sono la risorsa principale delle lobby più potenti per dei guadagni infiniti che durano decenni. Nella migliore relazione la lite spesso è risolutrice di molteplici incomprensioni. L'importante è il rispetto per il "nemico", senza desiderare la sua distruzione. Siamo pieni di buoni propositi, imitando le buone intenzioni dei potenti di turno, che si sprecano in promesse dell'antagonista delle guerre ovvero la pace. Nessuno ne è pienamente convinto ma ci fa sentire meno malvagi.

Hàbitus
Nel complesso dei caratteri esterni che contraddistinguono una specie animale o vegetale l'uomo ha un suo carattere ben definito e seppure la sua evoluzione sia stata lenta nei primi 10'000 anni, negli ultimi secoli l'ambiente e la società intera hanno subito un tale cambio che non sappiamo sino a dove potrà portarci. Habitus mentale, che descrive il modo di pensare acquisito attraverso l'educazione ricevuta e le abitudini contratte, invece al contrario non è cambiato così vistosamente. La povertà almeno alle nostre latitudini è stata debellata, come molte malattie e anche la vita si è mediamente allungata. Ma ahimé i nostri più arcani istinti sono gli stessi di prima della grande evoluzione industriale, tecnologica e sociale. L'uomo non è al passo con lo sviluppo da lui stesso provocato e questo perchè pochi eletti sono da ritenersi dei privilegiati nel senso che vivono felicemente ogni giorno la loro felicità interiore. Il gregge dovrebbe utilizzare le grandi scoperte e i nuovi mezzi che la tecnica ci offre, per vivere in armonia con l'intera comunità mettendo da parte l'individualismo. Siamo pieni del tutto ciò che riempie il mondo unicamente se abbiamo altri individui che condividono con noi la nostra esistenza.

Infelicità
Il contrario è abbastanza semplice da scriverci dei libri interi, mentre la messa in pratica risulta oltre che difficile anche soggettiva. Mentre per l'infelicità è sufficiente osservare qualche telegiornale per rendersene conto di come sia diffusa. La televisione purtroppo non è sempre la realtà, o diciamo che spesso viene distorta e questo è un gran bene per la felicità intesa come pratica diffusa assai più di come si voglia credere. Io la vivo personalmente ogni istante che sono accanto alle persone che amo oppure quando mi lascio andare alle mie riflessioni o letture. Non è necessario avere la formula adatta per tutti e difficilmente praticabile, essendo ognuno un'essere unico. L'importante è trovare un cammino che ci renda tali. La meta non è sempre o quasi mai l'essenza delle nostre azioni. Questa è sicuramente la difficoltà maggiore da comprendere nella quotidianità.

Jainismo
la più antica Dottrina della Nonviolenza Universale che ha come messaggio principale: “VIVI E LASCIA VIVERE. AMA TUTTI. SERVI TUTTI.” Questa è la fondamentale proposizione dottrinale jainista. La spiritualità jainista si basa sulla regola aurea dell’AHIMSA, il rispetto attivo nei confronti di ogni singola vita, animale o vegetale, che è divina e sacra e contiene un’anima individuale eterna, potenzialmente perfetta e santa, che aspira a liberarsi dai vincoli con la materia. Questa dottrina è inspiegabilmente a noi sconosciuta. Ma forse la spiegazione a questa anonimità sta nel fatto che siamo troppo indottrinati di messaggi opposti ad'essa.

Kamasutra
Antico testo indù sull'arte amatoria e qualsiasi trattato inerente al sesso. In esso la fantasia è sinonimo di godimento, e pur restando un sogno in questa realtà così diversa, il kamasutra dona da ciò che dicono i testi, un'insegnamento sui piaceri, intesi come piaceri del corpo, della mente e dell’anima. Il pericolo consiste nel prenderle come semplici tecniche, come una specie di ginnastica amorosa, mentre si tratta di posizioni che inducono determinati stati d’animo, una certa atmosfera o energia, un certo gusto del sentirsi insieme. È una buona alternativa al dilagare mediatico e virtuale che sempre più invade le nostre vite. Basterebbe intrattenersi con il proprio amore con più intensità, ascoltando il battito del cuore dell'altro. Non è limitato ai giovani innamorati, ma a coloro che sono costantemente innamorati del proprio compagno (a). Ciò richiede poche ma irrinunciabili convinzioni e caratteristiche personali, come la costanza, pazienza, generosità e volontà di vivere insieme l'esistenza per costruire un futuro non migliore ma ugualmente gioioso come l'innamoramento che con gli anni diventerà vero amore. Il Kamasutra è nient altro che uno dei mezzi per accedere alla felicità.

Libertà
Si può dire che chi compie un'azione è libero, quando ha la possibilità di scelta, e l'azione stessa è incondizionata. Libero è colui che non è legato a nessuna forma di possesso, di ideologie religiose o politiche. A volte esagerando con la propria libertà si calpestano le libertà altrui, o si diventa irrispettosi verso le leggi imposte dalla società. Troviare un giusto equilibrio tra la propria libertà senza invadere quella degli altri è più difficile a meno che non si scelga l'individualismo come filosofia della propria vita. La nostra società benestante ha creato molta liberta.

Miti
Siamo circondati sempre meno da miti reali, che come in un tempo assai remoto erano stimati per le loro gesta eroiche e di coraggio. Nella nostra epoca di decadenza morale ovviamente i miti in voga assomigliano più a dei personaggio costruiti su misura da qualche promozione di marketing, per farci sognare di emulare non le loro gesta ma il loro conto in banca.

 


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Last modified Mai 1, 2013