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il mio Zarathustra

Indice

2010

Il tormentone dei mondiali

2008

Il calcio e la politica

Lo spirito olimpico maculato

Fuori dal coro del Po-Po-Po

L'Italia non se desta


2007

Tutti schierati in curva

così non si può andare avanti!

20
   200606
Calcio che vomito

Il potere economico

Il mio mondiale

campioni del mondo

Zizu-Matrix23

l'orgoglio di essere italiano

prima della finale


die deutsche Kultur

prima dei quarti

PIEDI PULITI

Sfogo irrazionale

Giù le mani

La tua visione

La differenza

A Lippi e Cannavaro

Esportazione del sistema

Siamo tutti colpevoli

Il moggismo

Analisi emotiva

La mia proposta...

Tutti noi sportivi di calcio


MotoGP

Una giornata di vero sport

Rossi, Gibernau e la sportività

Calcio

Delusione cocente

 



 

 

 

 

 



















 

 
 

Essere tifoso oggi significa l'attacamento a dei valori che una
bandiera rappresenta, e rispettare le regole.
 


Sport


Periodo 2010

Il tormentone dei Mondiali 28/05
Inizia per i non interessati e appassionati del calcio vero, l'evento mediatico globale più seguito. Si riesce tramite un constante bobardamento di informazioni a riaccendere un'interesse per le prorpie origini che in realtà non esiste più. Le bandiere come simbolo di una riscossa e reazione di orgoglio assopita dalla vita quotidiana sempre più veleoce. Diventiamo noi italiani intenditori veri di tattiche e formazioni da snocciolare prima di ogni evento di tale portata. Le bandierine da incastrare nei vetri delle macchine già attendono dal benzinaio, anche se essendo per natura schettici sui nostri prodi o miserabili 11 che dovranno rappresentarci attendiamo le prime partite prima di tappezzarci la vita con il tricolore. Come potrebbe la meritocrazia albergare nella nazionale di calcio se il nostro selezionatore (più che allenatore) ha fatto le sue scelte nel tipico stile italico. Sul carro dei vincitori questa volta Lippi vorrà solamente i sui guerrireri, e non i politici di turno che fanno i loro proclami etici e morali, dimenticandosi delle loro disonestà. Insomma lasciamo lavorare in santa pace un tecnico che per rendere al meglio deve sentirsi se possibile in trincea con l'elmetto difendendo le sue scelte quasi sempre impopolari. Mentre il governo italiano sta avviando una manovra finaziaria da sballo per i ricchi, noi nullatenenti (solo di cambiali) ce la prendiamo col ct Marcello, per non avere portato Tizio e Caio, perchè non ha idee sul gioco da adottare e per la saracinesca abbassata quando si tratta di salutare i propri begnamini. Calderoli ha innescato una reazione che ha del redicolo. Con l'iniziativa del clan Azzurro di donare una terzo dei premi alle celebrazioni del 150 esimo anniversario della fondazione dello stato italiano, si sono moralmente messi la coscienza a posto. Per entrare nel merito tecnico usando il mio solito sarcasmo pungente inizio con il dire la verità (per un volta).

La verità è che Lippi ha una squadra fortissima con 7 Juventini che hanno disputato un campionato strepitoso. Ha lasciato a casa delle vecchie ciabatte come Balottelli, Cassano, Miccoli e Ambrosini e Totti che sinceramente hanno fatto un pessimo campionato. Inoltre i gloriosi Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Grosso ancora nel pieno delle forze e maturità, sapranno dare quel qualcosa di nuovo e di fantasia in più. E con la loro esperienza e grinta ai vari Bocchetti, Bonucci, Cassani, Candreva, Pepe e Palombo sapranno dare la motivazione giusta per la loro definitiva consacrazione. Inoltre con la micidiale arma Iaquinta - Gilardino faremo un figurone rispetto agli ignoti Messi-Milito oppure alle vecchie glorie tipo Robben, Ribery o Robinho - Kaka. Inoltre l'idea del quarto portiere mi sembra ottima giocando così tante partite non si sa mai.

In definitiva siamo noi i veri favoriti, avendo i giocatori di classe e fantasia migliori e sopratutto un allenatore molto amato in patria e dai tribunali. Le sue qualità migliori restano senz'altro il sapere fare un gruppo (di pecore) e la flessibilità mentale nella scelta dei giocatori. Poi per dirla tutta siamo protetti da una federazione molto potente e stimata in tutto il mondo, avendo le infrastruttore migliori e una cultura calcistica sia tra i tifosi i media e le società invidiata da tutti.

Forza al genio di Lippi e i suoi prodi guerrieri di classe cristallina e tenacia (anche nelle amichevoli). Noi milanisti possiamo solo sognarcelo un allenatore così per il dopo Leonardo. Un tifoso fiducioso e sicuro della vittoria finale.


Periodo 2008

Il calcio e la politica 20/09
Nonostante nel calcio le bastonate sui denti e sulle teste, le truffe e la cialtroneria di chi lo gestisce, la bestialita di tanti tifosi (sì, tifosi anche i violenti, piantiamola con il piagnisteo del 'quelli non sono tifosi') si è vista che esiste un limite preciso e invalicabile alle balle, alle manipolazioni, al fumo che la società dell'immagine e degli spot riesce a venderci in politica e in economia.
I governi possono produrre leggi fasulle, approvate soltanto per creare l'impressione che "si faccia qualcosa", come il vergognoso gioco delle tre cartine condotto attorno all'Alitalia per scaricare nelle tasche (bucate) degli italiani il fallimento lasciando ai portafogli dei privati i profitti o come questa riforma della scuola che non riforma nulla, ma si limita a tagliare il numero di insegnanti. In politica si può far credere, con tecniche collaudate, che una graziosa signora governatrice di un stato semi disabitato come la Sarah Palin, possa avere le qualità e i titoli per essere vicepresidente degli Stati Uniti d'America e controllare 6 mila e 500 testate nucleari e una forza armata di oltre un milione di uomini e donne in perenne stato di guerra.
(la forza della propaganda). Ma nel calcio, per quanto si possano comperare arbitri, chiuderli negli spogliatoi , distorcere il mercato dei piedi, non basta dire che una squadra è da scudetto, come fu fatto dal sempre incantevole geometra Galliani, perché lo sia. Non basta ingaggiare vecchie stelle del varietà con un vecchio repertorio di barzellette per divertire il pubblico.
Il tutto per un presidente che formalmente non lo è più ma che di fatto umiliando il povero Carletto decide tutto anche il numero di palloni da portare durante gli allenamenti. Si dice che chi corre di più ha più probabilità di prendere la palla. Che avere un grande nome o un'illustre carriera alla spalle non ha mai fatto fare un gol o un passaggio a nessuno.
I fannulloni, sul capo, perdono davvero il posto. Mentre "Dinho" celebra i suoi festini in Brasile il povero Carletto facendo da parafulmine ai capricci del cavaliere, la squadra campione del mondo e squadra più vincente del pianeta sprofonda negli inferi della bassa classifica.
Non esiste giustizia, ovviamente, nella vita e neppure nel calcio, ed è ovvio che valga anche in queste battaglie simboliche la dura verità enunciata da Napoleone, secondo la quale "Dio sta dalle parte dei reggimenti che hanno più cannoni" e se una squadra come l'Inter costa venti volte quello che costa il Catania o la Reggina, potrà perdere qualche scaramuccia, ma alla fine vincerà la guerra.
Le verità oggettive nel calcio, capaci di separare, con la brutale democrazia del punteggio non modificabile da nessuna campagna elettorale, chi racconta frottole da chi sa mantenere quello che promette. Si può fare credere ai gonzi che la guerra in Iraq sia stata "vinta", ma non che il Milan abbia fatto sei punti in due partite. Non li ha fatti, punto e basta. Si può sostenere che le città siano più sicure perché verranno arrestate un paio di battone e sentiremo la storia del solito "stimato professionista" che verrà portato al commissariato per avere scambiato un segnale con una ragazza sul bordo del marciapiedi, ma non si può sostenere che la Roma sia oggi una squadra forte e capace di vincere lo scudetto quando si squaglia in campo per due partite consecutive. Si può vantare la resurrezione fittizia dell'Alitalia, ma non nascondere ai tifosi della Fiorentina la debolezza della sua difesa o dire che l'Atalanta o la Lazio, vinceranno il campionato.

Il calcio illudendoci che si possa ritrovare un lembo di verità nell'oceano di manipolazioni dentro il quale anneghiamo quotidianamente, rimane nel nostro bel paese sempre più un simbolo di antipolitica. A volte come nel caso dell'Alitalia si ha l'impressione di assistere ad'una partita di calcio. I giornali e la televisione non si risparmiano nel dar conto all’opinione pubblica della cronaca degli incontri, minuto per minuto. Come nei molteplici casi di cronaca che durano anni ed in cui non interessano tanto i contenuti o le folli motivazioni dei cattivi o la disperazione dei sopravvissuti, ma di come andrà a finire (se finirà). Perfetto per dare in pasto ai media che all'ora di cena preparano sempre nuove e gustose pietanze di follia ordinaria. E per finire le notizie dell'ennesima lite di Mourinho con qualche suo collega, le baggianate di Galliani che da buon amministratore ha si fatto quadrare i conti del cavaliere, ma ha rotto definitivamente il rapporto di fiducia con il "popolo" rossonero. Dal calcio alla politica per gustarci come secondo le balle del politico di turno che sempre sulla vicenda dell'Alitalia proclama che saranno poco meno di ottomila i senza occupazione e che vi è già un piano di integrazione. In fondo dice il politico questa operazione farà bene a tutti noi (politici, sindacati dirigenti (quanti?)). Sono finti, sono portaborse, amici, parenti dei politici. Lo avevamo già visto questo film dovremmo pensare noi, ma subito viene il dessert formato da pacchi di soldi regalati per delle domande che non lo sono. "La vittoria della coppa del mondo di calcio aiutera la crescita economica" pronosticava il Ministro Padoa Schioppa due anni fà. Ecco un invito a riflettere sui limiti entro cui quella economica possa chiamarsi crescita...

A proposito Nietzsche schifava la politica. Scrive infatti in Aurora 179: "Nessuna situazione politica o economica merita che possano e debbano essere proprio gli spiriti più dotati ad occuparsene; … Questi sono e rimangono campi di attività per le teste mediocri." Non asserisco in pieno ad uno dei tanti pensieri contraddittori del filosofo, dato che della politica ne abbiamo bisogno e seguendo il corso della crescita delle nostre democrazie possiamo senz'altro affermare che molti risultati dignitosi sono stati raggiunti. Uno dei compiti infatti delegato alla politica dovrebbe essere di preservare quei valori di sana convivenza creati con millenni di lotte e conquiste sociali. Oggi sembra che le masse non siano più motivate a fare politica o in genere ad'occuparsi di questioni sociali. Oltre allo scatenarsi per questioni calcistiche o nella ricerca dei beni materiali, nessuno (con qualche eccezione) esce dal confine dell'obbedienza passiva. Stiamo diventando anime perse, senza punti di riferimento, che vagano come naufraghi nel mare di quella malintesa libertà tanto proclamata dagli spot pubblicitari. Riconoscere la propria grandezza è il primo passo per affrontare la vita, senza demagogiche balle proclamate dai vari potenti di turno e senza campanilismi calcistici. Se tutta l'energia (almeno in Italia) che sprigiona il tifo calcistico, che da noi nella modesta Svizzera si manifesta ogni 2 anni in occasioni dei mondiali o europei, venisse trasformata in energia positiva per questioni di solidarietà e di sana protesta per le varie proteste sociali ed'economiche, molte prepotenze e ingiustizie avrebbero vita più dura. Ribellarsi alla macchina politica e militare dominante, al lavoro dominato, alla requisizione dei saperi e delle civiltà. Alzi la mano chi ci crede?


Lo spirito olimpico maculato 26/08
Queste olimipiadi appena concluse sono state uno spettacolo meraviglioso per l’essenza dello sport di uomini che si sfidano per vincere, per superarsi. Per non parlare dei mastodontici spettacoli delle cerimonie di apertura e ieri quelle di chiusura. Semplicemente fantastico. Per quanto riguarda il medagliere, l’Italia ha fatto da semplice comparsa comparata alle oltre 100 medaglie accumulate da Cina e Stati Uniti. Vince uno gli altri no, ma è bello anche solo esserci, è una vittoria. Potrai raccontarlo ai tuoi nipoti e la gente ti saluterà per strada. Le olimpiadi sono meravigliose perchè ci sono alteti del Gibuti, del Chile, del Nauru, di Tonga e anche di Tuvalu e l’unica lotta é sportiva, non ci sono armi, ma palloni, biciclette, ostacoli, pagaie e sudore, tanto. Anche e soprattutto questo sono le olimpiadi. Non e’ colpa delle olimpiadi né tantomeno degli atleta se nel paese dove si svolgono ci sono grossi problemi.

Molti critici forse meno sportivi hanno visto le olimpiadi con un unico e comune imperativo; la propaganda legata alla politica e al business. I giochi di Pechino saranno sono stati i più visti della storia, grazie anche ad Internet. E' quanto afferma oggi il Cio che ha inolre lanciato un canale olimpico sul sito YouTube, su cui offriva quotidianamente una scelta di clip. La Cina da parte sua ha censurato l'accesso ai negozi online di Apple iTunes e Amazon da quando è stato reso disponibile l'album Songs for Tibet. Altri numeri che dovrebbero impressionarci (ma non spaventarci) riguardano la tecnologia in Cina in generale: Il numero di utenti di telefonia mobile è di 601 milioni (giugno 2008, base di abbonati più grande del mondo). Cosa dire di noi in Svizzera con le nostre CableCom e Sunrise o Tim in Italia, da sogghignàre se confrontati con i colossi asiatici. È palese affermare che paesi come la Cina, Corea, Giappone e anche India a livello di numeri in molti settori hanno superato negli ultimi anni le nostre economie occidentali, e in queste olimpiadi lo hanno ovviamente dimostrato. Per la propaganda occidentale sembra che siano iniziati da un'anno i problemi di natura di diritti in Cina, e non 50’anni fa. Sembra che il Tibet sia stato occupato nel dicembre del 2007! Ma soprattutto sembra che l’unica speranza per cambiare le cose sia il messaggio che le olimpiadi portano a livello internazionale. Non credo che non debba essere la Pellegrini o Michel Phelps a salvare il mondo.

È piuttosto evidente che abbiamo una concezione ben diversa dei diritti umani, e soprattutto del concetto di rispetto dei medesimi (e di ipocrisia).. Strano che non ci siano state accuse al CIO per Atlanta 1996 e Londra 2012, eppure sia USA che UK fanno scempio e polpette tranquillamente dei tanto declamati diritti umani (che ovviamente vanno “imposti” e “insegnati” a chiunque ovunque…molto libertario, molto umano) in diversi paesi del mondo, in diversi modi: strangolamento economico, aperta aggressione armata, destabilizzazione di governi non ben accetti ecc. ecc. Per non parlare poi della fanfaronata della “lotta al terrorismo” GRAZIE alla quale si può ancor di più fare come si vuole, sulla pelle degli altri, spesso i più deboli, per i nostri sporchi interessi..Se li si deve rispettare, i diritti umani li si dovrebbero rispettare all’interno come all’ESTERNO. E i nostri concittadini barbaramente picchiati dalle nostre forze dell’ordine a Genova, e in altri posti in cui protestavano, che dicono? I colpevoli sono stati puniti, sicuri sicuri?? E i diversi popoli sudamericani strangolati spesso dalle multinazionali di natura coloniale? Credo che se chiedessimo a una grande fetta della popolazione mondiale se USA, UK e tanti altri paesi europei (Italia INCLUSA) rispettano i tanto declamati diritti umani, avremmo delle grossissime sorprese; ma qui si è tra di noi, e tra di noi si fa presto ad essere belli e fighi, e a darci tante pacche sulle spalle, guardando dall’alto in basso gli altri. Peccato che molta parte del mondo proprio proprio non concordi con noi, per il semplice fatto che il nostro “rispetto” dei diritti umani, la nostra “giustizia” e la nostra “moralità” le subisce sulla propria pelle, giorno dopo giorno, ho le ha subite in epoche non proprio remotissime. Capisco che se questi discorsi non li si vuol sentire, se li si trova scomodi, se si ascoltano solo le parole e la facciata, la pubblicità e il marketing (qualche tempo fa la si chiamava propaganda, ma da noi non sta bene. Noi NON facciamo propaganda!!). Parliamo piuttosto delle imprese dei nostri prodi azzurri, che ci riempiono di sano patriotismo e nostalgica fierezza mentre ascoltiamo l'inno di Mameli. La maggior parte degli occidentali vorrebbe che la Cina diventasse "democratica" come noi! Perche si ha paura sempre del diverso? Bisogna rendersi conto che la Cina ha una storia...cultura e sopratutto una mentalita molto diversa. L'occidente vorrebbe imporre la sua etica e morale nel resto del mondo... mentre i primi a fallire siamo proprio noi. In italia noi ancora elogiamo la gloria immortale dell'impero romano. Ma rendiamoci conto che questo gloria e stato costruita con ecatombe di popoli sottomessi! La nostra ipocrisia mentre andiamo a comprare roba cinese perchè è conveniente e domani ci si alza per dire qui non va... non devi fare questo e quello! Ricordiamoci queste olimpiadi come le più tecnicamente avanzate e organizzate in cui anche noi italiani abbiamo fatto la nostra bella figura in sport ricordati ogni quattro anni, mentre i nostri azzurri del calcio rientravano in classe business, le medagliate di altri sport più poveri erano destinate alla classe economy. Poi andiamo a fare la morale agli altri. Ma mi facci il piacere avrebbe detto Totò!


Fuori dal coro del PO-PO-PO 22/06
Due anni orsono mi uni senza pudore e con gioia per il successo dell'Italia ai mondiali di calcio, È stato un momento di felicità infantile anche per me,
impossibile negarlo. Al primo gol in semifinale contro la Germania, ho aperto la finestra gridando all'impazzata «forza Italia». Questo senso di piacere era si il frutto della vittoria sportiva, ma anche della condivisione, del riconoscersi nella massa dei tifosi, dell'essere parte di un tutto.

Conclusa la finalissima con la Francia, il telecronista che inveisce come se avessimo vinto una guerra: «È finita. È finita. È finita. Il giorno dopo il povero Buffon (povero per modo di dire) esibisce, credo inconsapevolmente, uno striscione con la scritta «Orgogliosi di essere italiani» ed una croce celtica, adottata come simbolo, non so bene perché, dai peggiori fascisti. Segue visita al ghetto di Roma con scritte ricordo: svastiche, Juden raus e simili. Il ministro commenta: sono i soliti imbecilli. Ora, che siano imbecilli è difficile dubitare. Ma non è soltanto questo: ciò che lascia come sempre attoniti è la logica (non dei singoli imbecilli, ma) della massa capace, almeno virtualmente, di tutto. Ai livelli più alti, poi, si sente dire che la vittoria al mondiale avrebbe rafforzato l'identità del popolo italiano: Eugenio Montale ha detto: «Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo».

È mio intento riscoprire che cosa significa essere italiani ... Ma per farlo occorre chinarsi sulla memoria storica dei popoli della penisola e rileggerla in integro, cercandone la verità, senza «tagliarne via» tempi e realtà sgradite, evitando di ripetere stanchi luoghi comuni, e senza pregiudizi ideologici. A questa eclisse del senso comune corrisponde la debolezza del senso di identità della nazione, ormai appiattito - senza negarne la necessità - sulle vicende sportivo o sul successo della moda italiana. Sembra che anche tutti gli altri popoli sentano un bisogno irrefrenabile di identificazione che risalta nelle vicende sopra citate. Questo senso di appartenenza è si sempre esistito ma era emarginato al massimo con il paese o la provincia confinante. Spesso i condizionamenti prigionieri delle ideologie, imponevano degli schemi ormai usurati come: il "patriottismo costituzionale", la "religione civile", l'Italia del Risorgimento e della Resistenza. Oggi abbiamo degli schemi più consoni all'epoca moderna tipo i miti sportivi, divi del cinema o della moda, per passare all'orgoglio del nostro prodotto artigianale, storico e culturale che unito alla cucina danno un'immagine da esportazione piuttosto che di contenuti veri integrati come tessuto sociale vissuto di prima persona dal popolo.

In effetti, se guardiamo alla realtà dell'Italia di questi anni, non si fa fatica a rilevare il senso dell'italianità sia andata sempre più scolorendo e il legame fra soggetti compartecipi di una medesima realtà istituzionale e politica, nonché protagonisti di una storia comune che viene a mano a mano sedimentando, sia andato allentandosi. Ci ricordano di essere italiani al momento delle sfide calcistiche internazionali oppure - ma sono sempre meno gl'interessati - quando qualcuno dall'alto del Colle si muove per apporre una corona d'alloro a questo o a quel monumento in occasione di qualche ricorrenza. Non si tratta di una novità, è vero, ma credo valga la pena soffermarsi un attimo per cercare di capire almeno per sommi capi perché. Senza dimenticare la realtà di noi italiani all'estero intergrati nella comunità ospitante, ma senza una vera identità "nazionale" di appartenenza.

Sarà il fascismo, attraverso il mito del Piave e di Vittorio Veneto, a corroborare più intensamente l'immagine dell'Italia uscita dal Risorgimento e a dare il maggior impulso alla «nazionalizzazione delle masse» italiane. Ma sarà la guerra da esso scatenata e persa, con gli orrori dei bombardamenti e della guerra civile, e soprattutto il crollo dello Stato l'8 settembre 1943 a infliggere a questa concezione dell'Italia, sostanzialmente artificiale e in antitesi con il suo passato, il colpo più duro. L'Italia riemerge ferita ma non morta dalle rovine della sconfitta e si risolleva a poco a poco non grazie alla monarchia, presto esiliata, né all'esercito, che per molti anni vivrà in una condizione di minorità e di sospetto, e neppure grazie alle ideologie risorgimentali - anche se tornano a sirene spiegate -, ma in virtù delle proprie radici religiose cristiane, la creatività del ceto imprenditoriale, la laboriosità delle classi lavoratrici, l'onestà dei costumi, la qualità delle sue scuole, la saldezza dell'istituto familiare, la natalità. Chi dal patriottismo di campanile, chi dal tifo calcistico, chi dai primi deliri canori e dai quiz televisivi. L'Italia di Porta Pia, del Piave e dei partigiani cade sempre più nell'oblio e il suo richiamo a poco a poco si spegne: segni tangibili ne sono la scomparsa delle parate e delle divise militari, e il tricolore, finito nelle soffitte. Non è per motivi nostalgici o di falso patriottismo che ho raccolto queste
considerazioni, essendo giovane per evocare certi ricordi non vissuti in prima persona, tantomeno perchè rimpianga certi eventi. Il tutto nasce nel vedere l'euforia per eventi calcistici o sportivi che di fatto hanno cancellato sia le radici della nostra italianità quanto la memoria del nostro percorso storico che ha portato alla nascita della nostra giovane repubblica. In questa epoca di globalizzazione forzata dall'economia e non dalla reale volontà dei popoli (vedi Irlanda), è mia opinione che è questa dimostrazione di appartenenza che si manifesta durante le manifestazioni sportive, che come risonanza mediatica non ha eguali, svela una certa mancanza di valori più solidi o forse non più riconoscibili sul senso di appartenenza. Per il resto d'altronde durante i due anni che dividono le maggiori manifestazioni calcistiche, lo spirito campanilistico è come assopito, (nascosto) senza riferimenti validi.

Spero che questo mio scritto porti alla riflessione che, è venuto il momento di affrontare il problema di questa identità esaurita: Il bisogno di trasmettere alle giovani generazioni valori per cui valga la pena spendere - non necessariamente donare - la propria vita; la costruzione dell'Europa ecc.. Ma anche e forse soprattutto la necessità di rispondere adeguatamente e autenticamente a quelli fra i nuovi ospiti della nostra società, che vengono da luoghi lontani e da culture molto diverse dalla nostra, e che vogliono imparare a diventare, non solo per pochi mesi, italiani. Che cosa diremo a costoro? Che siamo italiani perché lo dobbiamo a Mazzini e a Garibaldi? perché tifiamo per la stessa nazionale di calcio? perché l'Italia è la Ferrari e i vini del Chianti?

Valuto (con tutto il rispetto) il commento di Massimo Pillera "L'Italia c'è!" poco calcistico e più da "notti magiche" o come dimostrazione di un calcio come valvola di sfogo proprio come oggi gli ultras e gli hooligans di tutto il mondo usano il calcio per lo stesso scopo tribale, trovando così molte somiglianze tra l'atmosfera delle odierne partite di calcio e quelle delle antiche arene romane. Il calcio quello non giocato dura in realtà tutti i giorni. Negli ultimi decenni, a partire dal Milan di Berlusconi, la funzione terapeutica e liberatoria del calcio è stata sconfitta e sostituita da quella economica e politica, facendo diventare l’amato sport specchio evidenziatore dei disagi della società attuale.

Il Calcio giocato è necessario come succedaneo del Valium, o di stupefacenti molto più efficaci per le folle di tifosi che trovano così una valvola di sfogo alle loro incazzature perenni altrimenti non controllabili. Prova ne è che viene dispensato con dosaggi sempre maggiori ed a tutte le ore, favorendo e promovendo l'assuefazione, sia dalle Reti libere che da Murdoch che oltre che un imprenditore, è anche l'Imperatore mondiale delle TV.

Come titolavano la stragrande maggioranza dei quotidiani svizzeri parlando di fortuna, e di ringraziamenti all'Olanda. Ma siete a conoscenza che per ogni partita vengono distribuiti milioni di euro per ogni punto e gol segnato. Inoltre non ho visto nessuna sofferenza durante la partita con Francia (in confronto alla Romania). La fortuna come dice Pillera è sicuramente un fattore importante ma contano altri fattori da elencare quali la disposizione tattica, la condizione fisica/psichica, le decisioni arbitrali ecc.. , se si vuole commentare e parlare di calcio giocato. Come si può dire che avevamo perso la fiducia del calcio italiano, essendo i campioni del mondo in carica e avendo solo la passata stagione vinto la Champions League? Sicuramente le vicende di calciopoli sono e verranno insabbiate come prevedevo, e mentre noi tifiamo per i nostri prodi azzurri il Berlusca, tra un gol e un fallo ha modificato la legge sulle intercettazioni, promesso "dinho" ai tifosi milanisti nel periodo elettorale per poi dichiarare che questo giocatore non serve. E via dicendo le farse si accumulano esponenzialmente, sopratutto durante le manifestazioni come Euro2008. Ma rialzarci da cosa? Vi sono stati dei veri colpevoli che hanno pagato fino in fondo, o solo alcuni capri espiatori? Certamente abbiamo peccato di malafede nei confronti degli olandesi che invece hanno fatto scuola di professionalità (senza dimenticare i guadagni). Non vorrei ridurre il mio orgoglio (modesto) di sentirmi italiano, e di potermi muovere con più certezze per avere vinto una partita di calcio. Sarei più felice di sentirmi italiano se ciò venisse accettato e non ostacolato o dalle autorità svizzere (i festeggiamenti proibiti), o dalla spudorata invidia di molti elvetici che oltre al campionissimo Federer non hanno nessun altro orgoglio da difendere. La mia passione calcistica dura da oltre 35 anni (ne ho 44) e si manifesta durante tutta una stagione. Amo lo spettacolo offerto da molte partite viste in questo europeo, ma non dimentico la vita quotidiana, fatta spesso di pregiudizi nei confronti degli stranieri (come in Italia del resto) sin dall'età scolastica. La cosa che più mi sta a cuore in questo articolo scritto nella vostra rubricaè la seguente: È un'abberrazione confondere la passione calcistica o sportiva con l'idendità nazionale.

Per quanto riguarda l’identità nazionale, la mia indole sociale mi fa sognare un mondo nel quale i confini non esistano, dove il concetto di “stato sovrano” non abbia ragione di esistere, fatte salve le diverse identità culturali. Il “patrimonio culturale e artistico italiano” è una locuzione senza senso. Le grandi opere d’arte e dell’ingegno dell’uomo sono patrimonio dell’umanità intera e i miei concittadini non hanno nessun merito per le opere di Michelangelo o le statue di Donatello: se incontro un austriaco non è che mi viene da ringraziarlo per la musica di Mozart.

Prima di gioire per le vittorie degli azzurri o piangere per la loro eliminazione, pensiamo cosa avrebbe potuto essere fatto con gli introiti di questa ultima edizione. Secondo Stage Up, società di consulenza attiva nello sport business, gli introiti di questa edizione saranno pari a 1,3 miliardi di euro e sono cresciuti dall’edizione del 1992, che produceva “appena” 41 milioni, passando per gli 852 milioni di euro in Portogallo quattro anni fa (con un balzo del 270 per cento sulla precedente edizione ospitata da Belgio e Olanda nel 2000).

Posso essere orgoglioso quando faccio un buon lavoro, quando riesco a comportarmi secondo i miei principi, quando vedo che mia figlia cresce con i valori che cerco di trasmetterle, per il resto posso considerarmi fortunato a essere nato in quella piccola parte di mondo che non ha grossi problemi a mettere insieme il pranzo con la cena e non deve sopravvivere con pochi dollari al giorno. Sono fortunato a poter dare per scontate cose come cibo nutriente ed abbondante, acqua corrente, una casa, le medicine per curarmi quando sto male, l’educazione, i diritti civili. Tutte cose che una larga fetta del mondo non ha o ha in quantità insufficiente. Non serve remare contro le masse dico io, quando esse corrono senza la propria volontà, ma spinte da falsi ideali. Serve invece elevarsi dal coro e gridare si Forza Italia (ora che Berlusconi ha liberato questa espressione) ma nell'ambito puramente sportivo dell'evento che non dovrebbe inveire contro i perdenti ma trasformarlo in un incontro di tutte le voci di questo grande coro chiamato società. Il calcio come unica forma di affrancamento dal logorio della vita moderna e dalle pene economiche. Un’antenna, una parabola, un fischio d’inizio e (tra un balletto della Ventura ed una battuta da giullare di corte di Gene Gnocchi) tutto va a posto.


L'italia non se desta 10/06
In questo clima spensierato e di affari sul calcio giocato e non, non potevo astenermi da un commento personale di natura popolare e aggregarmi ai milioni di CT dell'ultimo istante. Non vorrei entrare in dibattito sui vari partiti pro centrocampo romanista (Perotta, De Rossi e Aquilani) o milanista (Gattuso, Ambrosini). Il mio è un discorso che parte dal post mondiale di due anni fà. Dopo un vero professionista del pallone ragionato come Lippi, siamo passati al Donadù di stampo milanista. Premetto che il mio cuore batte per i rossoneri, ma mai scelta fù più infelice nella scelta del tecnico. È facile con il senno del poi dare giudizi e emanare sentenze, ma mai siamo caduti così in basso calcisticamente come contro la partita d'esordio contro l'Olanda. Siamo stati sopraffatti sia sul piano fisico atletico, come su quello tattico.

Nemmeno il più pessimista avrebbe potuto prevedere un simile tracollo. Nulla da dire: una serataccia che provocherà molte polemiche: Donadoni sarà messo sulla graticola. Io ricordo: Ma come è possibile, mi chiedo, mettere in mano la Nazionale a Donadoni, quando il panorama calcistico nostrano offriva, nel 2006, qualcosina di meglio? Si poteva pensare a convincere Ancelotti, si poteva tentare Capello - uomo duro, antipatico, superbo, ma vincente..molto vincente - a mali estremi ma nemmeno tanto non sarebbe stato sbagliato alzare il telefono e fare il numero di Claudio Ranieri. E andare a mettere la pulce nell'orecchio a Prandelli? Nessuno si è posto questi interrogativi, nessuno s'è fatto venire il dubbio. Roberto Donadoni appena arrivato, non si è lasciato sfuggire l'occasione di litigare con due giocatori come Nesta e Totti. Trattati come bimbi isterici e fannulloni solo per aver detto "basta" all'esperienza in Nazionale. Chiudendo così, per entrambi, ogni minimo spiraglio di ritorno. Un occasione perduta, anche se bisogna riconoscere la figuraccia dei giocatori per il loro attuare da mercenari interessati a guadagnare qualche milione in più al tramonto della loro fantastica carriera. Chi può biasimarli?
«Siamo i campioni del mondo» han cantato i tifosi azzurri. Meglio dire: eravamo campioni del mondo? L’Olanda non ci batteva da 30 anni e doveva vendicarsi per l’eliminazione del 2000: ha ottenuto entrambi i risultati buttandoci (quasi) fuori dall’Europeo. Donadoni dovrà rivedere molte cose, ma non ha difensori. Peccato. Ora è facile dire che Donadoni ha sbagliato i cambi, che eravamo senza difesa, che Camoranesi, Toni e Ambrosini hanno fatto pena. Spinti dall'emotiva delusione da buoni italiani pallonari siamo degli ottimi esperti in materia nel condannare un nazionale che è sicuramente da voto 5, ma siamo realisti, per esprimere le nostre qualità la cosa peggiore che si sia potuto fare, è stato il rilassamento la presunzione guidata dai cori "siamo campioni, campioni del mondo..". Partire tra le favorite è sta la nostra spada di Damocle. Questa metafora utilizzata rappresenta l'insicurezza e le responsabilità comportate dall'assunzione di un grande potere (titolo di campioni del mondo). Da una parte c'era il timore che il ruolo di potere possa essere portato via all'improvviso da qualcun altro, dall'altra che la sorte avversa ne renda molto difficile il suo mantenimento. Con Cannavaro fuori non c'è stato più un reparto, è mancato qualsiasi riferimento. L'Italia Incassa pure un gol di testa dal più piccolo degli olandesi, la prova di un insuccesso totale. Donadoni non ha mai tirato fuori un gesto, cacciato un urlo per tentare di svegliare lo spirito mondiale che si è perso con la rabbia del 2006. Quella era gente incattivita, pronta a mordere per dimostrare il valore, questi ragazzi sono sedati, normalizzati, quasi assopiti tanto che avrebbero avuto bisogno di una scossa. Altro errore imperdonabile è stato mantenere gli stessi 11 sul risultato di 2 a 0. Mancava ancora una buona ora di gioco e l'inserimento dei vari Del Piero, Grosso e io avrei preferito De Rossi avrebbere sicuramente dato nuova linfa e morale alla squadra. Invece il buon ma inesperto Donadùn ha atteso troppo tempo quando i giochi erano ormai segnati, e questo a dimostrazione che l'allenatore conta eccome! Comunque se Donadoni si sveglia possiamo ancora farcela, forse dovrebbe imparare si ad essere un po’ più aggressivo…. In ogni caso per concludere la delusione è stata grande e non ci resta che battere venerdì la Romania, sperando che o vinca o pareggi l'Olanda in modo che il 17 giugno con la Francia avremmo due risultati su tre per continuare questo europeo iniziato in salita. Ma si sà che le favole nascano proprio dai casi di disperazione. Adesso c’è la Romania, squadra capace di inchiodare la Francia sullo 0 a 0. Rocciosi, forti fisicamente, chiusi in difesa, ma con un Mutu in più là davanti. Per fare i 3 punti e rilanciarci nel girone – in vista del dentro/fuori con la Francia, a noi– servirebbe che qualcuno vada da Donadoni a dirgli come si fa il ct della nazionale campione del Mondo. E che i giocatori diano il massimo per noi, non per lui. Non per loro. Per noi. Mi auguro che la reazioni venga più che dal buon Donadùn cui manca d'esperienza e di attributi, dai giocatori che saranno strapagati, un tantino viziati ma sempre i campioni del mondo in carica. Forza Azzurri!!

Ho un sogno che tale rimarrà.

Cantare il 29 di giugno in coro:

Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
POROPO PORORO POROPOPOPO


Periodo 2007

Tutti schierati in curva 20/09
Un'anno dopo calciopoli, un mondiale vinto, i processi, le retrocessoni e il Milan campione di Europa. Nonostante l'epurazione di arbitri e dirigenti e tantaltro, nulla pare cambiato. Secondo un'indagine di "Demos" per la Repubblica. Per non parlare della sicurezza degli stadi e della viloenza ecc.. Sempre secondo questa indagine la passione perà non sembra calata anzi! É cresciuta sopratutto, la componente più coinvolta. Quella che ama e odia, al tempo stesso. Non limitandosi a esprimere una passione, il tifoso indica un bersaglio sul quale scaricare il proprio sentimento o la propria frustrazione. Prima c'era un solo "nemico". La vecchia signora ossia la più amata e la più detestata dagli italiani. Oggi nella classifica delle antipatie è stata affinacata dall'Inter. Destino di chi vince? Anche l'insofferenza tra milanisti e interisti è cresciuta vertiginosamente. Invece di offuscare le bandiere i vari scandali e malesseri del giocattolo calcio, le hanno rese più luminose e importanti. L'identificazione per la propria squadra è aumentata, rivelando le appartenenze personali e sociali. In altre parole è cresciuto il sentimento e il risentimento. Con essi anche l'indifferenza verso le regole essendo più importante fare perdere il nemico e vincere ad ogni costo e con ogni mezzo! Le analogie con la politica e in genere la vita sociale, sono molte e alla luce del sole. Calciopoli, anche linguisticamente, suona a imitazione di Tangentopoli, la madre di tutti gli scandali. L'analogia segue anche nei comportamenti. Si parla tanto di disgusto verso la politica e allo sport e allo stesso tempo l'impegno politico e sportivo è in sempre più in espansione. Dato non trascurabile la politica come il calcio si "fa" e si segue in televisione. Peccato che l'impegno e le energie siano più motivate dall'appartenenza alla bandiera che al conseguimento di veri progetti. Cos`è il fair play? Tutti schierati in curva



Così non si può andare avanti 03/02
Sono profondamente dispiaciuto per quanto accaduto ma non d'accordo con la sospensione dei campionati a tempo indeterminato. Anche questa sera nell'incontro di hockey tra il Lugano e l'Ambri Piotta ho sentito di scontri tra tifosi con intrventi della polizia per fermare le viloenze. Come quelle brutte malattie che quando il medico le dichiara ti ordina un cambio di vita, altrimenti è troppo tardi per la salute, così il nostro calcio italiano con i fatti di Catania ha toccato veramente il fondo! La cosa che fa rabbia è che la polizia sa perfettamente chi sono queste persone, tutte le volte si dice che bisogna far questo e quello e poi non si fa niente.
Fermare il calcio è stata una reazione umana, normale e che viene dal cuore, perché non si può far finta di niente. In Inghliterra la sicurezza è migliorata sulla maggior parte dei campi. Tutto è controllato molto, molto bene. Lo stadio è un grande ambiente dove portare le famiglie e noi in Italia dobbiamo incoraggiare questo fenomeno. Veramente non se ne può più. Basta, siamo veramente stanchi. È questione di cultura, soprattutto ci vanno di mezzo gente che non ha nessuna colpa. In fondo non molto è cambiato dopo i vari scandali che hanno afflitto il nostro calcio. La vittoria in Germania è stata un breve metafora o sogno. Tutto sì rispecchia (facile e scontato) la società con i suoi mali, ed oppressioni. Un errore fermarsi perché significa che lo sport è ostaggio di bande di delinquenti. Le autorità che hanno deciso lo stop hanno una visuale migliore, più ampia della mia ovviamente, ma io credo fermamente che solo la repressione possa cambiare questo stato opprimente. Cosa ne è stato delle nuove leggi di un'anno fà : biglietti nominali, controlli tramite telecamere, schedature dei tifosi più violenti ecc.. Perché aspettarsi che i peggiori tra i tifosi siano meglio dei peggiori tra i proprietari delle società calcistiche? Perché dovrebbero...Come in tutte le società è dall'alto che bisogna iniziare l'epurazione del marcio.Fare applicare le leggi è compito di chi possiede gli strumenti e il potere di farlo io credo. Dentro di noi anche nella nostra tranquilla Svizzera se vi fossero meno controlli sul ripettare le leggi sarebbe la giungla totale. I tifosi o ultras catanesi non sono peggiori di quelli basilesi o bavaresi, ma semplicemente agiscono sapendo che corrono dei rischi minori. Tutto quà! Cos’è oggi il calcio? Nel migliore dei casi è come il wrestling. Si sa prima chi vince, chi deve retrocedere. Chi partecipa alle coppe europee. Calciopoli è come se non fosse mai esistita. La vittoria dei Mondiali l’ha cancellata. Sembra più vicina la vittoria dell'82 che quest'ultima. Perchè mi chiedo? Le misure restrittive, punitive dovrebbero riguardare solamente chi e' stato colpevole e partecipe di un gesto, e di una serata di violenza che niente a che vedere con il mondo del calcio. Come sempre finira tutto con una settimana di raccoglimento e fiumi di bei discorsi, che serviranno solo ad alimentare ancor più di importanza i veri imbecilli che credono di trovarsi in una guerra la domenica allo stadio. La cosa che più mi ha colpito è stata la guerriglia non tra le due fazioni di tifosi, ma contro le forze dell'ordine. Contro degli onesti agenti che sono allo stadio per assicurare l'ordine, dei gruppi di adolescenti si accaniscono con tale ferocia da chiedersi quale sentimento e rispetto essi provino per la società in cui vivono. Fermare il campionato e la nazionale a tempo indeterminato?? No, grazie inutile e sbagliato. Sospendere le società coinvolte a tempo indeterminato??? Si, grazie la giusta soluzione e punizione!!!




Periodo 2006

Calcio che vomito? 28.09
In risposta ad un mio amico di fede milanista come me che indignato si chiedeva sul caso Inter-Telecom, che calcio è mai questo, escalamando "calcio che vomito" vorrei rispondere partendo dall'inizio. L’irruzione prepotente, e  devastante, del denaro nel mondo del calcio, cominciata nel momento esatto in cui il fenomeno, da sportivo che era, è diventato essenzialmente televisivo, e rivelatasi inarrestabile da quando, nel 1996, le società sono state trasformate in Spa con fini di lucro, produsse una prima conseguenze: molti grandi gruppi economici, italiani e non, si sono avvicinati al pallone. Presidenti o presunti che pur di aumentare la loro popolarità per scopi politici, economici o di prestigio hanno sfasciato e guadagnato a spese del'etica sportiva allontanando molti appasionati sia dagli stadi come in genere dal gioco del pallone.

Dopo innumerevoli scandali che hanno coinvolto la politica, l’economia, la finanza, adesso è la volta degli sport miliardari Siamo passati da “mani pulite” ai “piedi sporchi” ai “fischietti d’orati”.

L’esplosione simultanea di ricavi e costi ne ha subito generato un divario tra poche società grandi e tutte le altre. Soltanto le grandi squadre appartenenti a gruppi di dimensione internazionale sono in grado di reggere a lungo la competizione sempre più dura.  Non a caso Juventus e Milan possono giovarsi non solo della forza economico-finanziaria di Fiat e Fininvest, ma anche della loro influenza politica, mentre l’Inter fruisce del sostegno di due gruppi come la Saras e la Pirelli.

Così la prima delle "sette sorelle" scompare.
Un'altro esempio di sudditanza economica rivelatasi in seguito fatale è Il Parma che si è identificato da sempre con la Parmalat. In seguito al preannunciato fallimento seguito dallo scandalo e sfascio finanziario, nell’estate 2001, Gianluigi Buffon e Lilion Thuram passano alla Juve, l’anno seguente Fabio Cannavaro all’Inter, nell’agosto 2003 Adrian Mutu al Chelsea.

Così la seconda delle "sette sorelle" scompare.
La Fiorentina guidata da Vittorio Cecchi Gori fintanto che le banche finanziavano il sogno di conquista resistette. Appena si chiusero i rubinetti andò in fallimento cercando di salvare il salvabile vendette: Gabriel Batistuta alla Roma nell’estate 2000, Manuel Rui Costa al Milan e Francesco Toldo all’Inter. Non bastò: nella primavera 2001 le banche decisero di sospendere i prestiti. Fu l’inizio della fine; nell’estate 2002 la Fiorentina è fallita.

Così la terza e quarta delle "sette sorelle" scompaiono
Roma e Lazio hanno subito le difficoltà finanziarie dei loro azionisti di riferimento: è tristemente noto il caso Cirio, gruppo di controllo della Lazio fino al luglio 2003. Nello stesso mese, come si vedrà più approfonditamente nell’ottavo capitolo, la società agroalimentare è stata posta in liquidazione volontaria e successivamente ammessa alla procedura straordinaria di risanamento prevista dalla legge cosiddetta Prodi-bis. Ma le migliaia di risparmiatori che avevano creduto nella società, sottoscrivendo obbligazioni per un totale di 1,1 miliardi di euro, dubitano di poter rivedere i propri soldi. Risultato: Nesta, Crespo, Veron, Stankovic, Nedved, Mihajlovic lasciano la capitale per passare ai tre club del nord. Lo stesso vale per la Roma con: Cafù, C.Zanetti, Emerson, Samuel. Un bel ridimensionamento.

Siamo all'anno 2006:

Il potere economico 26.08
è nelle mani di tre uniche società: Inter, Milan e Juventus. Vincono "stranamente" solo la seconda e la terza, che si spartiscono a parte qualche eccezione tutto ciò che c`è da vincere negli ultimi anni. All'improvviso sbucano le intercettazioni, che puniscono in modo "frettoloso" e "impreciso" tutti e in modo ingiusto. Sembra che giustizia verrà fatta finalmente esclamano i tifosi delle società non coinvolte. Dopo un primo giudizio severo e giusto si passa agli sconti di luglio e viene punita in modo "giusto" la Juventus, mentre Lazio, Fiorentina e Milan rimangono aggrappati al carrozzone della serie A. Viene assegnato lo scudetto all'onesta Inter che si proclama vincitrice morale. Inizia il campionato dopo l'intermezzo (sogno) mondiale, e escono le intercettazioni su commissione da parte della società dell'Inter, per indagare un pò tutti tra calciatori, politici ed arbitri. Siamo schifati da tutto questo diciamolo pure Enzo ad'alta voce!!! L'unico motivo che mi spinge a seguire la mia squadra del cuore sono oltre ai giocatori che amo tutti, i colori e la passione che mi legano da oltre 35 anni.

Non sono scandalizzato o sorpreso che ciò sia avvenuto nel mondo del calcio, perchè come ogni sport miliardario il destino è che prima o poi il capitale e la proprietà per accrescere i profitti e il loro potere dopo avere fatto i propi profitti faccino crollare tutto, attraverso scandali programmati a tavolino. È un'epoca che i grandi capitali guidati dalle TV, sponsor, investimenti sulla tecnologia, cellulari, computer, sms ecc... si concenrano sugli interessi del popolino consumatore. Una volta sgonfiata la bolla degli sport miliardari il capitale e i suoi padrini occulti passerà ad'altro e nessuno parlerà più di questa epoca degenerante.






Il mio mondiale

Campioni del mondo 13.07

Sono in ritardo... Ma chi se ne frega.

Devo dire che in realtà appena terminata la finale non sono riuscito ad esultare come pensavo , forse mi sarebbe piaciuto di più vincere la partita mostrando superiorità nei 90 regolamentari ma questo giusto per un vezzo da perfezionista rompi palle quale riconosco di essere. Credevo che dopo qualche giorno avrei compreso meglio l'impresa appena compiuta. Ho così gioito come tutti e mi sono emozionato vedendo i festeggiamenti sia a Zurigo, come anche in Italia. Ho vissuto l'evento alla Casa D'Italia in compagnia di circa 300 sfegatati nel tifare Italia. È Stato tutto molto bello e anche drammatico. Difficilmente dimenticherò quei momenti. Ma ecco che ad inizio del secondo tempo supplementare, ho rivissuto l'incubo dei calci di rigore. L'emozione unita ad'una certa grinta agonistica espressa sia nel mio volto come anche in quello di tutti i presenti, si è trasformata poi in drammaticità vedendo il volto di Buffon in rito "pseudobuddista" da meditazione e spiritato. Questo pochi minuti prima dei calci di rigore. Mano a mano che i nostri prodi si esibivano, in un'infallibile tiro al piccione, la mia tensione saliva a tal punto che mi aspettavo un'errore certo da parte di Materazzi o Grosso. E invece la sublimazione si è avverata!!! Al tiro di Grosso sono balzato come un forsennato sul palco del salone, e stringendo in pugno il mio gigantesco tricolore formato 3x2 metri, ho urlato ininterrotamente "siamo campioni del mondo"!!! DOpo qualche istante mio figlio Leonardo si è unito alla mia estatica gioia, e prendendolo in braccio ho continuato nel mio urlo sino a quando la voce si era esaurita. Dopo avere seguito il rito della premiazione (dove era Blatter? a piangere con zizu?), avrei voluto proseguire con i prodi tifosi in direzione "Langstrasse", ma la stanchezza dei miei figli (dalle ore 14:00 partecipando ai caroselli a Bellevue), e la troppa tensione cumulata mi hanno fatto desistere, e ho ripiegato verso casa. Senza troppi patemi filosofici ho descritto una delle pagine più belle del nostro calcio italiano, e devo dire che mi è risucito anche benino.





Zizu-Matrix23 12.07
Devo dire che la questione Zidane e il conseguente rodimento nazional popolare francese e soprattutto i commenti tedeschi con assurda richiesta di restituzione coppa invece mi hanno fatto perdere in un solo momento tutto l'entusiasmo e adesso posso dire che veramente SONO NAUSEATO!!!!

In primis caro Zizu niente può giustificare lo squallore del tuo gesto e andare in tv a piangere come una femminuccia fa capire quanto nascondi bene la tua fragilità dietro l'aurea di campione o presunto tale, come se non avessi mai giocato in italia. Ma come quando e' successo a Totti,tutti a fare i puritani. Pouvlsen mi sembrava Biancaneve. Ed ora che Zidane fa' di peggio,ed inoltre va pure in televisione a fare la parte della vittima,cambia tutto ? Ma ci rendiamo conto che si sta dando più peso a ciò che ha detto o avrebbe detto Materazzi piuttosto che condannare il gesto da animale di zidane?
Ma ragazzi, abbiamo vinto il mondiale e basta! voltiamo pagina, affrontiamo i problemi seri, il mondiale è stato un intermezzo pubblicitario di un mese, giusto per far fare un pò di soldi agli sponsor ai giocatori e ai tedeschi.

I francesi non sanno accettare la sconfitta e noi non sappiamo difendere il nostro paese e i nostri cittadini. Invece di scusare Zidane ci doveva essere una forte reazione dei politici e dalla stampa italiani. Tutta questa vicenda è ridicola e assurda. Dopo lo sputo di Totti agli ultimi europei nessuno si è chiesto cosa gli avesse detto o fatto Poulsen. La sintesi di tutto e che noi stiamo sul cazzo a molti. E invece di valorizzarci ci riempiamo di sciocchi moralisti di un moralismo che non ha neppure diritto d'essere perchè la questione non esiste.

Non è necessario montare un caso internazionale, non bisogna far divenire il mondiale una questione di politica estera, tanto non alza il PIL, quello lo alziamo noi se lavoriamo....Argomenti sempre più frivoli. Perchè non dibattiamo su cose veramente serie. Io dico che sarebbe davvero ora di smetterla. Questa storia è stata gonfiata al punto da diventare un incidente diplomatico. Io dico che la nostra informazione è malata. Abbiamo perso il senso delle proporzioni e viviamo in balìa di una sorta di “lievito mediatico”, che gonfia, gonfia, gonfia e gonfia …ufffff!!! Qui a forza di gonfiare prima o poi qualcosa scoppierà.



 

L'orgoglio di essere Italiano 10.07
Io vivo all'estero e durante i mondiali ho potuto constatare che, soprattutto in Europa, ci amano in pochi. Raramente ho trovato qualcuno che dicesse...tifo per l'Italia. In Germania, in Francia ed in Inghilterra stiamo sulle balle a tutti.
In Svizzera non ne parliamo, soprattutto in Ticino (la parte italiana) ci odiano.
Naturalmente generalizzo per far passare il concetto... Quando perde l'Italia la gente esce in auto a fare i caroselli, e gli italiani contraccambiano alla prima occasione...
Non ci possono vedere soprattutto i paesi confinanti, secondo il detto "il nemico è sempre dietro l'angolo". ...e diciamocela tutta, sono invidiosi. Domenica, in Svizzera ed in Germania,aspettavano tutti la vittoria della Francia. Allez les bleu ! Invece sappiamo come è andata. Lunedì ho goduto come non mai ed ancora oggi mi sembra un sogno. Ma venerdì 14 luglio ci penserà la giustizia sportiva a riportarci in terra con le sentenze sul moggio,calcio,poli. È una bella distrazione questo calcio, e oserei dire una medicina data dai potenti di questo pianeta, per distrarci o sviare i reali problemi che realmente decidono il destino di molti popoli.




prima della finale 09.07
Tutti insieme, questi ragazzi, arrivati a un passo dalla pensione(molti), si sono messi in testa di vincere qualcosa per non passare alla storia come la generazione perdente, una gioventù bruciata sull’altare delle veline, delle code di cavallo, delle trecce, degli anelli e delle ciabatte griffate. Formano una squadra vera, che fatica a fare due passaggi di seguito, ma che non si arrende mai e, anche in dieci, cerca il gol e la vittoria sino all’ultimo secondo. Almeno sul campo abbiamo dimostrato: Cuore, volontà, pulizia morale. Non male. Inoltre dopo la vittoria con la Germania che molti considerano essere stata la vera finale, ci credono veramente. Siamo in questo mese i più forti e nessuno può negarcelo. Se la sorte ci sarà amica questa sera alzeremo la coppa più ambita. I successi azzurri hanno modificato in meglio l’immagine di Lippi, che appare, adesso che porta l’aureola, bello, simpatico, intelligente, alla mano e bravo. E Blatter? Da anni sta lì che martella il solo giocattolo che in un secolo e passa non abbia perso fascino. Mette e toglie, sperimenta e cancella. La verità è che si gioca troppo, atleti spremuti e tornei interminabili. E i gol, da sempre, sono figli della qualità. Per questo amerò sempre il gioco technico/tattico e non quello esclusivamnete atletico. E’ successo a Grosso. Quando affrontava la Germania e gli si è avvicinata la palla toccata da Pirlo, ha chiuso gli occhi e immaginato il tiro e la palla che girando finiva nell’angolo di una porta che non aveva visto, ma sentito. Un momento di magia pura. Oggi sarà una partita tattica dove la marcatura a zona verrà esaltata, dove per marcatura a zona s’intende che ogni calciatore responsabile di una zona di campo a lui assegnata dovrà contrastare l’avversario che vi si presenti in possesso di palla. Quanto a Zidane, il più talentuoso, che si esalta su ritmi bassi di gioco, plausibili dopo 5 incontri disputati in pochi giorni, non sarà marcato a uomo da Gattuso ma con una gabbia a zona, formata dai centrocampisti, con un difensore sempre pronto a uscire per il raddoppio. Attenzione particolare a Henry, altro fiore all’occhiello della formazione transalpina, che funge da unico attaccante ma che non dà punti di riferimento centrali in quanto svaria su tutto il fronte offensivo.

Dal punto di vista del trend emotivo e psicologico siamo in vantaggio sperando che questo si avveri e si possa tornare sul gradino più alto, grazie a una vittoria che come al solito avrà tanti padri a differenza di una malaugurata sconfitta, che sarà orfana. L’augurio e il grande desiderio è che domani tutti ci possiamo sentire campioni del mondo come 24 anni fa. Io comunque da amante del campionato e del "mio" Milan sono già con la testa ai giudizi di Palazzi, e mi auguro di vincere anche lì qualcosa di importante. Sono ottimista per entrambi i casi.






Einmal indirekt durch Fussball, über die deutsche Kultur nachdenken 04.07 ich habe bis zu meinen reifsten Jahren immer nur schlecht gegessen - moralisch ausgedrückt "unpersönlich", "selbstlos" <> Ich verneinte zum Beispiel durch Leipziger Küche, gleichzeitig mit meinem ersten Studium Schopenhauers (1865), sehr ernsthaft meinen "Willen zum Leben". Sich zum Zweck unzureichender Ernährung auch noch den Magen verderben - dies Problem schien mir die genannte Küche zum Verwundern glücklich zu lösen. <> Aber die deutsche Küche überhaupt - <> die ausgekochten Fleische, die fett und mehlig gemachten Gemüse; die Entartung der Mehlspeise zum Briefbeschwerer! Rechnet man gar noch die geradezu viehischen Nachgussbedürfnisse der alten, durchaus nicht bloß alten Deutschen dazu, so versteht man auch die Herkunft des deutschen Geistes - aus betrübten Eingeweiden ...  [Ecce homo]  F.N 

Questo scritto antico (1884) dimostra chiaramente che le tradizioni e mentalità non cambiano. Oggi purtroppo siamo tutti globalmente più simili, e l’evento universale (WM2006) ci dà l’illusione di essere diversi attraverso la nostra identità nazionale. Decidiamo una volte per tutte in che cosa siamo noi italiani, francesi o svizzeri diversi dagli altri. Nel modulo scelto dal ct, il pollice „ciucciotto“
di Totti, il gusto per i spaghetti? Ma che redicolezza!!! L’unica medicina per uscire da questi dilemmi, è la cultura intesa come conoscenza della storia dei popoli e dei costumi. Amare la vita non significa amare solo la propia famiglia o sentirsi patrioti nel calcio, e oltre quel muro vedere sempre differenze o difetti, sospetti che mascherano i pregiudizi verso la diversità. Il calcio dovrebbe unire i popoli e
le razze, ma dopo le dichiarazioni degli ultimi giorni, provoca l’effetto contrario.

Che orrore sono nauseato da questa vomitevole propaganda che crea i pretesti affinchè noi popolino ci riempiamo la bocca in questi giorni di cose che non pensiamo. Parlando di calcio è un mondiale molto mediocre come me lo aspettavo. Dato dalla stanchezza di fine stagione dei vari campioni.
L’antipatia per Lippi aumenta giorno dopo giorno, e la confusione regna sovrana nella squadra che a parte la difesa e gli infortuni o squalifiche vine cambiata ad ogni partita. Ci vantiamo della difesa più forte del mondo e poi ci lamentiamo se gli atri ci danno dei fortunati!!! Il nostro gioco (sino ad’oggi) è fatto più di distruzione che di costruzione e questa è la nostra croce e delizia.
MA VINCENTE!!! I media e i non adetti ai lavori, gli sponsor vogliono spettacolo, giocate da spot ecc…
Se vinceremo questo mondiale non lo so, ma la cosa più irritante è di come certi eventi possano influenzare la pubblica ottusità, che pensa ciò che il cretino di turno scrive sui giornali. Io amo i giocatori (che seguo da anni) come Zidane, Pirlo, Emerson e Gattuso che se alzeranno la coppa faranno scendere (a me) lacrime di
emozione indipendentemente dai colori che rappresentano, lo giuro.






Commento prima dei quarti di finale
Il gioco del calcio è fatto di numerosi fattori che sono:

° la qualità dei giocatori
° i ruoli ricoperti in ogni settore
° il gruppo
° l'allenatore
° la fortuna
° la stampa / pubblico / immagine
° la mentalità
° fattore campo
° condizione fisica e mentale

Mi fanno sorridere i commenti di questi ultimi tempi del popolo che segue il calcio ogni quattro anni, e lancia giudizi e analisi molto superficiali. Io ne sò quanto voi e forse anche meno, ma cerco di essere sempre imparziale. Cioè non cerco di fare il tifoso nei miei commenti (durante la partita poi mi trasformo). Il nostro calcio non è il migliore ma sicuramente il più chiaccherato e duro. Da 24 anni anni non vinciamo un mondiale e finchè non lo rivinciamo non vi è nulla da festeggiare. Capisco l'euforia dell'andare in piazza, delle bandierine sulle macchine, e dei bagni di folla che ci fa sentire più felici perchè uniti da qualcosa in comune, giurando fedeltà e patriotismo ai propi colori. Come se l'identità fosse data dalla mia nazionalità e dai meriti di una vincita sportiva. Un tempo quando regnavano le guerre nel nostro continente aveva senso parlare di patriotismo. Bisogna essere autocritici ed ammettere che il sistema calcistico italiano ha previlegiato sopratutto la spartizione dei diritti televisivi per poche squadre, dimenticando il settore giovanile e previlegiando lo spettacolo televisivo comprando campioni e presunti per alzare il livello dello spettacolo mediale. Impossibile costruire una nazionale con dei giocatori comparabili a giovani nazioni piene di talenti come la Spagna, che invece manda i suoi campioni negli altri campionati. Noi abbiamo ancora Del Piero che purtroppo si fa capire solo dal suo uccellino della Rocchetta. Non abbiamo dominato nessuna delle squadre sinora incontrate secondo me per i seguenti motivi:

° La mancanza di un giuoco
° l'infortunio dell'unico fuoriclasse che abbiamo
° la testardaggine di Lippi nelle scelte sbagliate
° La nostra mentalità minimalista

Sul tema della fortuna farei questi confronti:

La fortuna
° Il "rigorino" dato contro l'Australia
° le squadre meno quotate sinora incontrate
° il cammino fino alle semifinali "facile"

altre non mi vengono...

La sfortuna o malasorte sulla squadra:
° Lo scandalo del nostro calcio nostrano 
° la stampa tedesca e spagnola in particolare che regolarmente ci insultano
° avere giocato in 10 due secondi tempi
° l'infortunii di Totti, Nesta, Zambrotta, Gattuso
° la squalifiche di De Rossi
° la ricerca peraltro riuscita di Lippi di rendersi antipatico a tutti

Nonostante tutto, il giuoco del calcio oltre ad'essere composto da tutte le componenti da me sopra descritte, possiede una componente che secondo me è la più decisiva. Noi siamo i portatori di un modo di giocare che stà facendo scuola, e che temo altre squadre "favorite" hanno adottato. Si tratta di giocare male ma essere pratici ed'efficaci. Guardando il Brasile di oggi che a vinto 3-0 da attento osservatore ho contato ben cinque occasioni concesse al Ghana, per non parlare di Olanda-Portogallo ed altre brutte partite viste. Noi non abbiamo concesso praticamnete nulla ai tutti i nostri avversari riferendomi alle occasioni da gol. Anche le altre squadre vogliono ciò che a noi ancora oggi criticano. Vincere non con lo spettacolo ma con la tenacia (una volta si chiamava catenaccio), la pazienza e l'attesa di partire in contropiede e una barriera posta davanti al portiere. Chi ci riuscirà meglio vincerà il mondiale di questo ne sono certo. Per questo controcorrente vedo noi favoriti per la vittoria finale. Non voglio più sentire parlare di fortuna altrimenti vi scrivo un libro sul tema. Quello che molti vedono come un difetto o limite io la vedo una qualità.




Una giornata di vero sport 04.06
Dopo tante maldicenze sul pianeta calcio, finalmente oggi ho vissuto e credo con me altri milioni di appassionati, una giornata indimenticabile di sport moto-ciclistico. Il gran premio D'Italia del Mugello è uno dei circuiti più tecnici e spettacolari, oltre al pubblico sempre numeroso e caloroso. Ebbene lo spettacolo è stato da mozzafiato! Dalla prima curva all'ultimo tornante. Senza esclusione di colpi i protagonisti si sono esibiti, in uno show degno del miglior film d'azione degli ultimi anni. Mancava solamente il mio preferito "Max" che un'anno fà sullo stesso circuito finì sul podio. L'orgoglio delle rosse Ducati, la perfezione raggiunta dalle 4 Honda guidate da veri campioni quali Pedrosa, Hyden, Stones e Melandri. Ma tutti attendevano un solo vero  protagonista. I piloti stessi temevano questo ritorno del "dottore", che anche oggi a dimostrato di essere una spanna al di sopra di tutti e di tutto. Un personaggio unico nel mondo dello sport dei motori che tutto il mondo ci invidia. Questa era di Valentino Rossi dobbiamo tenercela bene nella memoria sportiva, perchè difficilmente sarà ripetibile da un'altro personaggio. La cosa che mi ha spinto ha pubblicare questo commento dopo tanto parlare di calcio, è stata la lealtà, amicizia, allegria e sportività sia prima che dopo la gara ho notato tra i piloti. I veri protagonisti che sfrecciano a 330 km/h correndo ogni tipo di rischio possibile. Chi ha mai posseduto una moto vagamente simile (quelle in commercio per intenderci) conosce un pò l'ebbrezza di tale emozione, sa l'andrenalina che producono certi momenti. Ebbene a fine gara nessuna polemica, solo abbracci, saluti e tutti nei propi capannoni pensando già alla prossima gara. Questa è passione pura, che purtroppo nel nostro calcio nostrano è merce sempre più rara. Festeggia solo il vincitore (a parte quest'anno), mentre dal secondo posto in giù è un fallimento. Un fallimento economico ovviamente che le società subiscono, e che trasmettono con delle dichiarazioni provocatorie alle loro frange di tifosi più intrensigenti, che come da copione commettono degli atti incivili e di degrado. Ecco oggi ho avuto l'esempio che ancora esiste il vero sport fatto di sacrificio, tenacia e talento da esprimere attraverso le propie virtù.
Senza TRUCCHI...






PIEDI PULITI

Sfogo irrazionale ed'emotivo 02.06
Eccezionale Enzo la storiella sul furto!!! Ti ho sempre considerato uno dei pochi autentici tifosi rossoneri. Io ho il timore in tutta sincerità che qualcosa verrà fuori anche sul Milan nello scandalo che stiamo vivendo. Non per mancanza di fede o di sospetto, ma per il fatto che dove girano troppi soldi e interessi, per mantenere un potere tale qualche compromesso si fa anche in buona fede. Ho letto fino alla nausea, da circa mezzo mese ogni tipo di commento (anche estero) e sono nauseato e triste per un giocattolo che si stà (forse lo è già) rompendo. La partenza di Sheva poi che fino a poche settimane fà giurava una fede incrollabile da vero capitano ha confermato questo mondo malato e materialista. Sono molto deluso anche per il coinvolgimanto di Giorgio Tosatti che io consideravo al di sopra delle parti.

Mi chiedo cosa verebbe fuori se venisse intercettato Galliani, Della Valle ecc.. Speriamo di no. Dopo avere visto l’Italia delle ultime due amichevole sono piuttosto preoccupato per le seguenti ragioni. 

1)     Si parla troppo del mondiale del 82 come pretesto per mascherare i reali problemi.

2)     Totti è assolutamente impresentabile, nervoso e fa da peso o zavorra all’intera squadra.

3)     Non esiste una formazione titolare (parole di Lippi) e questo non la vedo come tattica, ma come mancanza di sicurezza

4)     Avremmo gli arbitri e l’intera federazione calcistica ancora più contro per la questione ormai notta anche ai sassi.

5)     Manca il rifornimento sulle fasce e un vero fuoriclasse. (vedi Brasile)

Mi fermo qui per non andare in depressione. Sono rimasto troppo scottato quattro anni fà qundo avevo troppe aspettative. Sono anche convinto che il migliore gioco a livello qualitativo oggi venga espresso dai 4,5 club europei nella Champions League.

Il mio augurio è che l’Italia vada in forma a torneo iniziato, che tiri fuori tutto l’orgoglio e mostri dopo un campionato così affaticante il vero valore del nostro calcio. Insomma è più una questione di orgoglio, ma realisticamente non dò molte possibilità ai nostri colori. Come ultima cosa rispetto all’82 mancano anche le polemiche, sia della stampa e dei media in generale. Cosa che 24 anni fa invece provocò la reazione. Sembra che non si voglia inferire.

Io avrei mandato una nazionale pulita e non coinvolta. Avrei rischiato un nuovo allenatore e qualche giovane piuttosto che vedere le facce da innocenti di Lippi, Cannavaro e Buffon. Forse ragiono da milanista ma il campionato è per me in cima alle preferenze sportive, e non mi va giù di avere trascorso molte domeniche o sabati sera a vedere la mia amata, arrabbiandomi, appassionandomi per un gioca pilotato e già deciso da qualche cupola. Non mi va giù Enzo!!! Avrei preteso prima giustizia e poi gioire e sognare con gli azzurri. Il mio parere qui espresso è in contraddizione con le mie ultime pubblicazioni.

Ma questa rabbia inspiegamilmente mi è esplosa vedendo le due partite e le facce dei protagonisti in negativo di cui sopra parlavo. Forse a mondiale in corso mi passerà, ma la lealtà ha un valore troppo alto nella scala dei miei principi e costumi etici. Grazie Enzo per la costanza nel leggere questo mio sfogo.






Giù le mani dagli azzurri 28.05

LA NAZIONALE E LE CRITICHE ITALIANE E STRANIERE

Grazie. Fino da ora. Ragazzi della Nazionale. Mi sono gualdrappata una volta sola con la bandiera italiana, nel 1982, e ho brindato a lungo, a lunghissimo al Circolo dell’Inter, in quella notte di luglio, per un destino quadriennale da campioni del mondo tanto gustoso da vivere. Mi sono più che altro stupita, altre volte, nell’ammettere l’irripetibilità di una magia. E l’ultima occasione vissuta, quella della Corea per intenderci, è svolazzata via tra l’antipatico e venduto Moreno, gli orari anomali e l’acquasantiera del Trap. Figurava bene la testa pelata di Collina, unico italiano partecipante alla finale. Unico italiano campione del mondo. Adesso più che mai. Purtroppo non c’era da gualdrapparsi.

Ci risiamo. L’atmosfera è splittata. Scotomizzare il «fubal» o «fröbil», che dir si voglia, dallo scandalo del «fröbil» o «fubal», che dir si voglia, sarebbe imperativo. Provateci anche voi, perché qui fuori allo scoperto ci si possa di nuovo concentrare sull’ipotesi di un goal che ci possa far urlare o su una gioia da condividere. Io la passione l’ho ritirata fuori. E non ne voglio più sapere di scandali e affini.

Sospendiamo il giudizio, almeno noi tifosi, e godiamoceli questi mondiali. In stagioni come questa, in cui non si sa chi abbia vinto lo scudetto, pur essendo già finito il campionato italiano, figuratevi se è possibile fare pronostici su quello del mondo, ancora nelle «braghe del vescovo». Solo qualche ex simpatico, ex campione come Beckenbauer, si lancia nella sua previsione basata sull’etica dei miei cabasisi. Caro Franz, eroe del ’70, cuccati il trenino di Gigi Riva e che ti sia pesante e ti faccia lo stesso effetto di quel sinistro di Rombo di Tuono dopo aver uccellato l’«insuperabile» Vogts e l’«impenetrabile» Maier.

Intanto, con meno sussiego e più cafoneria, tifosi faziosi circondano gli allenamenti covercianesi dei nostri ragazzi di fischi a bordate, ieri a Buffon, oggi a Cannavaro, domani a chissachì. La rabbia fa dimenticare lo squillante 4-1 rifilato ai tedesconi non più tardi di tre mesi fa e il ritiro dei nostri è più simile ad un assedio in attesa di sapere chi è il prossimo intercettato, più che a un doveroso periodo di allenamento. Lasciamoli lavorare in pace, sicuri, o almeno speranzosi, che la pressione e l’ostilità della stampa rifaccia lo stesso miracolo dell’estate 1982. Notoria virtù italica è quella di trarre dalle tragedie un surplus di energia.

Piegata con cura e ancora col profumo di vittoria che le rimarrà comunque per sempre, la mia bandiera aspetta in un cassetto. Vado a vedere come sta.
Mina Mazzini


 

La tua visione 21.05
È da rispettare e la capisco molto bene. Calcisticamente sono ad’un bivio. Vi sono le prove e già si cerca di umanizzare e giustificare i colpevoli. Se non verrà fatta giustizia cari amici il calcio perderà ogni credibilità. Giustizia nei casi n cui vi sono delle prove concrete ovviamente. Il tuo “lasciamo perdere” mi sa molto di struzzo che quando fiuta un pericolo infila la testa nella sabbia! Abbiamo il coraggio di uscire dal guscio italiano per vedere gli scandali provocati giornalmente in ogni settore da ogni nazione cosidetta “democratica” e moralmente al lato di dio e della libertà e giustizia. Noi popolino avevamo il giocattolo calcio che tanto ci appassionava e anche esso è finito nelle fauci del capitale. In america per anni l’amministrazione Bush ha compiuto intercettazioni telefoniche su milioni di liberi cittadini, contro ogni regola di rispetto della privacy. In Belgio e Germania vi è stato uno scandalo arbitri che ha coinvolto tutta la classe. Per non parlare dei vari signori Blatter o Beckenbauer che di scheletri nell'armadio ne hanno sicuramente. Avrei una lista di quanti diritti vengano calpestati da molti paesi economicamente potenti sia sui loro cittadini come anche sulle nazioni più povere. Non ci resta che piangere per come va il mondo intero caro Franco. Non dobbiamo vergognarci delle nostre origini seguendo la falsa propaganda che vede l’italiano come produttore di maccheroni, e mafia. Non esistono più differenze entniche a mio avviso, ma un modello occidentale che va dai successi Holliwudiani alla musica sempre di provenienza oltre il bacino, all'alimentazione ecc...  La piagha o il cancro della corruzzione è dappertutto anche tra di noi che ci chiudiamo nel nostro individualismo. Io credo in una giustizia forte che sappia fare rispettare le regole esistenti, se ne servano di nuove ben vengano.

 L’importante è che i protagonisti siano onesti dentro, altrimenti nessun sistema di controllo potrà assicurarci la piena regolarità di un qualsiasi sistema societario, sportivo o economico. Purtroppo distinguiamo l’onesta per origini entniche e questo non fa che creare nuovi muri. Leggendo “Jean Ziegler” ad esempio ogni svizzero dovrebbe vergognarsi, oppure ogni tedesco leggendo “Mein Kampf”. E per finire ogni paese europeo leggendo la storia degli ultimi 500 anni segnato da conquiste e colonizzazioni sanguinose nel nome della religione e dell’oro. La lista è infinita cari amici e non vorrei annoiarvi ma solo concludere con un paragrafo tratto da

Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche:  

Staat nenne ich’s, wo alle Gifttrinker sind, Gute und Schlimme: Staat, wo alle sich selber verlieren, Gute und Schlimme:

Staat, wo der langsame Selbstmord aller „das Leben“ heisst. Seht mir doch diese Überflüssigen! Sie stehlen sich die Werke der Erfinder und die Schätze der Weisen:

Bildung nennen sie ihren Diebstahl – und alles wird ihnen zu Krankheit und Ungemach! Seht mir doch diese Überflüssigen! Reichtümer erwerben sie und werden ärmer damit.

Macht wollen sie und zuerst das Brecheisen der Macht, viel Geld, - diese Unvermögenden! Seht sie klettern, diese geschwinden Affen! Sie klettern übereinander hinweg und zerren sich also in den Schlamm und die Tiefe.

Hin zum Throne wollen sie alle: Ihr Wahnsinn ist es, als ob das Glück auf dem Throne sässe! Oft sitzt der Schlamm auf dem Thron – und oft auch der Thron auf dem Schlamme. Frei steht noch grossen Seelen ein freies Leben.

Wahrlich, wer wenig besitzt, wird um so weniger besessen:

GELOBT SEI DER KLEINE ARMUT!







Che differenza c’è fra responsabilità diretta, oggettiva o presunta?
Si parla di responsabilità diretta (la più grave) quando in un’ipotesi di illecito è coinvolto chi ha ruoli direttivi nella società (presidente, amministratore delegato, consiglieri di amministrazione). È il caso di Juve, Fiorentina e Lazio. Per responsabilità oggettiva si intende quella dei tesserati in genere (il Milan con Meani). C’è la responsabilità presunta quando si muovono persone estranee alla società».
Corriere della Sera  - 21.05


A Lippi e Cannavaro 19/05
Per favore: lasciate, o spiegate ma non sostenete l'indifferenza o il vittimismo.  Essere indagato o venire chiamato in procura non significa essere colpevole. Chiedere le dimissioni come hanno fatto quasi tutti può avere due interpretazioni. Una (quella che Berlusconi ha sostenuto riferendosi a Galliani) che chi si dimette è per via della propia coscienza poco pulita, la seconda (e questa vale perfino in Italia) come misura cautelare. Non vorremmo assistere ad un disastro in mondovisione, se le cicostanze che vi riguardano fossero provate e la vostra diretta responsabilità fosse provata. Che vergogna sarebbe per ognuno che assiste a questo evento di portata globale quale il mondiale di calcio. Siete coscienti di questo??? L'unica ragione per rimanere al propio posto sarebbe la sicurezza della propia innocenza. Dunque esponetevi e guardate negli occhi i milioni di tifosi che attendono un segnale una dichiarazione. Il silenzio offeso non funziona più dopo lo tsunami che ha appena abbattuto ogni credenza di buona fede. È rischiosa questa indifferenza, e non solo per voi protagonisti, ma per l'Italia che è uno dei quattro paesi al mondo dove il calcio eè ancora un grande romanzo popolare. A voi noi affidiamo i nostri sogni "calcistici". Con queste cose non si scherza!!! Farsi gestire dalla Gea come tecnico (!) e convocare in Nazionale giocatori assistiti dal figlio non sembrano grandi idee e io francamente provo disgusto, pur non essendo un reato, ma è sicuramente mancanza di stile che un'allenatore non può eludere. Fra tre settimane, Marcello Lippi ci rappresenterà su quello che è il più grande palcoscenico del pianeta (sì, più delle Olimpiadi). Quindi, scelga oppure lasci, dispiaciuto ma rispettato come tutti i dimissionari. Se alla fine la risposta dei due dovesse essere «Restiamo, perché siamo puliti», benissimo: gli crederemo, e dal primo minuto della prima partita saremo lì a incoraggiarli. Ma devono dirlo guardandoci negli occhi. Cento milioni di occhi sono tanti: vedono tutto, e (stavolta) non dimenticano niente.






Esportazione del sistema 19/05

Quando abbiamo esportato il sistema le figuracce non sono mancate, in Europa o nel Mondo. Perchè non siama abituati a vincere o perdere solo con le nostre forze. Immaginiamo spinte o frenate da qualcuno che tira le fila. Moggi e in sostanza la Juventus (come responsabilità oggettiva) hanno cavalcato alla grande questo degrado. Un sistema basato sull'incompetenza, dilagata nella disonestà. In sostanza assomiglia molto all'Italia malata dei furbacchioni che ottengono più di quello che meriterebbero. Quando io pensavo come molti non "juventini" nella malafede degli arbitri, mi autoconvincevo che il sospetto venisse dall'invidia, all'incapacità di accettare la sconfitta. La teroria del complotto era un'alibi per giustificare un fallimento (Inter). Invece era tutto vero!!! Non avrei dovuto vergognarmi di dubitare. Però non essendoci le prove tutto rientrava nel costume tipicamente dei discorsi da bar.
Bisogna dare fuoco a questa erbaccia, affinche i fiori più belli e profumati dell'onesta, lealtà e del divertimento puro facciano motivare i giovani a questo bellissimo sport che molti di noi seguona sin da bambini.




Siamo tutti colpevoli 18/05

Mi auguro che chi oggi combatte questo sistema puntando il dito contro il capro espiatore, proclamando ogni moralismo e atto di giustizia, in un futuro non troppo lontano non adotti gli stessi metodi, ricalcando le stesse armi. Rimpiazzando il re, ed ereditandone la tirannia. In fondo cari lettori la storia insegna che in ogni forma di potere sia economico, politico e oggi anche in ambito sportivo il mantello scuro di qualche "macchiavellico" ideatore ha invaso un sistema sano imponendo il suo. Così sono nate piccole "GEA" di periferia che cercavano di reclutare piccoli arbitri di provincia (Moggi possedeva un'esercito), cercando di aggirare leggi, regole, doveri. Sono tutti coinvolti!!! È questa la mia conclusione dopo dieci giorni di attente letture di ogni quotidiano sul tema, l'ascolto di numerose trasmissioni e l'uso della mia analisi razionale critica.



 


Il moggismo 14/05

È un sistema abilmente creato dal suo ideatore ma condiviso da tutti i livelli del mondo del calcio "non giocato". Condiviso da tutti colori che ora ipocritamente fanno finta di indignarsi. Questa struttura guidata da una cupola è crollata nel momento che si è "integrata" al club più potente. Questa struttura era abbastanza trasparente agli adetti ai lavori, da fare pensare che tutti ne traevano vantaggi. Per questo come tifoso non juventino "tremo" per quello che ancora verrà alla luce nelle prossime settimane. Mi chiedo infatti come molti di voi, perchè nessuno si è mai ribellato? Per paura o perchè ognuno aveve degli schletri nel propio armadio cioè la coscienza poco pulità????






Analisi emotiva 13/05
Nessuno che facci dell’autocritica a parte le divertentissime battute che si trovano su internet a vagoni. Se siamo coinvolti anche noi (Milan) penso proprio che il calcio italiano come tutte gli altri settori in cui circola del capitale, sia corrotto sia dentro che al di fuori. Il Milan per molto meno 26 anni fà venne retrocesso e pagò anche come immaggine. Non serve fare piazza pulita. Anche in Germania e Belgio queste cose sono già successe (parlo degli arbitri), ma non in questa misura. Questo tsunami calcistico spero porti via tutti il marcio che infanga uno sport così bello e popolare per noi italiani tifosi.

È facile fare gli struzzi e fingere disgusto generalizzando ogni cosa. Addirittura siamo noi italiani a venire messi in discussioni sulla nostra lealtà sportiva. Dire che è una vergogna e poco, si è passato ogni limite!!!

Vorrei proprio capire e in quale modo il Milan sia coinvolto. Non per difesa ma per non tormentarmi più con il sospetto che gli scudetti vinti erano falsati. Con quale spirito “sacrificherò” le mie domeniche per vedermi il calcio virtualmente e illusionatamente vero. Se fino ad oggi nessuno o pochi hanno parlato è perché quei pochi che hanno osato, sono stati bastonati (vedi Zeman, Spinosi ed altri personaggi meno di peso). Insomma sono l’unico tra voi che a parte l’indifferenza o le ironie, ha una opinione sul tema?

Siamo tutti colpevoli, indignati, indifferenti o semplicemente senza argomenti validi? La passione nella vita coinvolge lo sport, la politica o altre attività sociali oltre i propi interessi personali.. Questo suppone che se di vera passione si tratta, anche nei momenti più bui come questo, bisogna comportarsi con dignità, onestà e ottimismo. I colori che accendono la mia passione non verranno mai cancellati dal Moggi di turno. Se Galliani o atri personaggi a me cari risulteranno colpevoli (non indagati che è un’altra cosa), che vengano allontanati per sempre da questo mondo sportivo. Io credo in una giustizia al di sopra delle parti che facci pulizia (prima dei mondiali). Ogni calciatore coinvolto verrà squalificato con effetto immediato. Se Lippi risulta indagato perché in’accordo con Moggi che decideva le convocazioni di giocatori della GEA, che venga escluso dai mondiali. Il mio sogno è di fare un mondiale fantastico e con gente ONESTA. Spinti dall’orgoglio e la nostra enorme forza di reazione, come 24 anni fa viciamo il mondiale, e ripartiamo da zero, con delle nuove regole. Ma che faccino in fretta i giudici, sennò come in altri settori finirà ancora una volta a “taralucci e vino”. Mi risparmio ogni battuta sulla Juventus (sarebbe come sparare sulla croce rossa), in quanto il coperchio di pandora è stato solo apertò un pò. Un tifoso amareggiato ma fiducioso

Büchse der Pandora

Nach der griechischen Mythologie brach nach dem Öffnen der Büchse der Pandora alles Schlechte über die Welt herein.
Die Büchse der Pandora (Kupferstich von Jacques Joseph Coiny nach Agostino Carracci)
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Die Büchse der Pandora (Kupferstich von Jacques Joseph Coiny nach

Diese Büchse war ein Geschenk von Zeus an Pandora, welche den Titan Epimetheus ehelichte. Die Büchse sollte nicht geöffnet werden, doch Pandora öffnete sie – übermannt durch ihre Neugier – trotzdem. Ab diesem Zeitpunkt kam alles Schlechte über die Welt. Zuvor hatte die Menschheit keine Übel, Mühen oder Krankheiten gekannt, und die Menschen waren außerdem – wie die Götter – unsterblich. Bevor jedoch auch elpis (gr.: Hoffnung) aus der Büchse entweichen konnte, wurde sie wieder geschlossen. So wurde die Welt ein trostloser Ort, bis Pandora die Büchse erneut öffnete und so auch die Hoffnung in die Welt ließ. (Eine These, die nicht überliefert ist.) (Quelle: Hesiod, Werke und Tage 54-105).Heute ist das 'Öffnen der Büchse
der Pandora' der Inbegriff für Unheilbringendes.


 

La mia proposta di giustizia calcistica 08/05
Radiare Moggi? Retrocedere la Juve? Non far disputare l’ultima partita sperando che vinca il Milan? Forse sarebbe giusto. Sono allibito. Molti dicono: si sapeva tutto. C’era il sospetto: «L’avete comprata». Allora hanno ragione. Piano, le vittorie pulite sono la maggioranza. Ma come si fa a credere in un club per cui tifi da 30 anni se vengono fuori cose che ti fanno rabbrividire (doping, trucchi, arbitri comprati?). Ho visto partite super, Coppe vinte battendo le migliori rivali d’Europa. Ho visto gente morire per una finale. I dirigenti Juve devono andarsene, il campionato va annullato. Vittoria al Milan. Alla Juve penalità di 10 punti, niente Champions. Moggi va radiato


Tutti noi sportivi di calcio 06/05

Dovremmo essere più prudenti nell'esprimere giudizi e sentenze affrettate. Le procure hanno indagato per due anni, e siamo solo all'inizi di un processo dico io a tutto il sistema calcio. Oltre il mio tifo e oltre la professionalità dei calciatori sono propio curioso di vedere come finirà questo ennesimo scandalo del calcio italiano.



 


Periodo 2005
Rossi, Gibernau e la sportività 18/04/2005

Non si tratta di essere scontenti o di attaccare i nostri miti che hanno rappresentato onore-volmente i colori italiani. Si tratta di non rendere questo bellissimo sport che è il motociclismo, anche umano al di là della nazionalità. Io come motociclista valuto l’azione di Rossi al limite della scorrettezza!

Ciò che mi ha di più infastidito è stato il dopo gara, quando Sete cercava uno scambio o una mano, da parte di Rossi, e lui dato che è intoccabile lo ha completamente ignorato. Anche in questo si vede il grande campione. Salviamo il motociclismo affinchè non facci la fine della formula 1, che ha perso ogni morale e personalità, relegando il pilota ad una semplice componente del mezzo tecnico. In GP1 vale ancora il pilota, e io a parte questo errore di orgoglio di Rossi mi auguro che vinca ancora lui (anche se le mie simpatie vanno per Max Biaggi), perchè Rossi è secondo il mio modesto parere il più grande pilota di tutti i tempi e categorie, ma come persona deve ancora crescere.


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Delusione cocente 27/05/2005

Difficile a dirsi, duro, troppo duro da spiegarsi. Maldini che segna dopo pochi secondi, gioia incontenibile, Crespo raddoppia e poi triplica, è fatta, almeno sembrava. E proprio nel verbo sembrare è chiusa tutta l’ essenzialità fredda di un duro verdetto, il Milan pareva campione d’Europa, ma alla fine dei conti il Liverpool è sul tetto d’Europa.Sette minuti che lasceranno il segno quelli che hanno portato i rossoneri ad un terribile sbandamento, che hanno portato Maldini e compagni a farsi raggiungere da un incredulo Liverpool. Forse nemmeno i Reds di Rafael Benitez avrebbero pensato di recuperare tre gol al Milan. Così è andata, i calci di rigore hanno fatto poi il resto, evidenziando gli errori di Serginho, Pirlo e Shevchenko, portando poi sugli scudi un irritante Dudek in versione Grobelaar. La sconfitta di Yokohama era stata dura d’accettare, ma oggi lo è ancora di più. Il Milan allora aveva altri obiettivi da raggiungere, un tricolore poi puntualmente vinto, ora per quanto può servire rimane solo un’estate di riposo a leccarsi amare ferite. Il Milan certo si aspettava qualcosa di diverso. Con filosofia sportiva verrebbe da dire che l’importante è stato esserci, che il Milan ha comunque lottato fino alla fine, ma certo l’andamento dei novanta minuti di Istanbul lascia attoniti, straniti. Ci sarà modo e tempo per capire, analizzare, ma questo rimane certo il momento della delusione, per aver anche solo assaggiato per quarantacinque minuti la settima coppa dei campioni. In ogni caso onore alla stagione rossonera, come non mai carica di impegni, di autentiche finali, settimana dopo settimana, lo sforzo profuso dai ragazzi di Carlo Ancelotti è stato unico, sorprendente, capace di portare il Milan in fondo ad ogni competizione. Si vince e si perde, accettare le sconfitte, anche quelle più amare, fa parte del gioco. Si potrà parlare dei demeriti del Milan, degli errori del signor Gonzales, ma quei sei minuti di follia noi milanisti non li dimenticheremo facilmente. Gli unici ad essersi divertiti saranno i “veri” amanti del bel gioco, delle forti emozioni provocate da un gol, ma per me non rimane che l’amarezza e incredulità. Come tutte le passioni nella vita, anche questa chiamata Milan a volte dona, ed’altre prende. Ciò che non capisco sono coloro che non tifando o non condividendo, non seguendo devotamente la propia squadra, si proclamano contenti delle sconfitte italiche. Chiediamo rispetto della nostra delusione, e ringraziamenti a tutte le squadre italiane che almeno quest’anno in ambito europeo hanno onorato i nostri colori.

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Last modified Juni 18, 2010