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Indice

2013

Cyberspazio ambiguo

Spazzatura Internet

La realtà virtuale

Internet possibilità di salvezza

2012

Un mondo alla rovescia

2007

Le strategie controproducenti

2003

Pensare Internet

Internet è una realtà

Il ciberspazio

In quanto spazzatura

 

 

 

 
 

Viviamo un'epoca in cui l'informazione assume sempre più un ruolo centrale
nelle nostre vite. Parliamone o ascoltiamo esperti, sociologi e facciamone
sempre più un buon uso per migliorare la nostra vita.
 


Informatica

 

Periodo 2013


Cyberspazio ambiguo 02/03
Presupposto per la potenzializzazione del pensiero, oltre che i mezzi forniti dalla tecnica come la multimedialità, deve essere la sua libera circolazione. La libertà di comunicazione del pensiero nel ciberspazio è superiore rispetto alla situazione presente nella realtà mondana in cui l'individuo pensante è limitato da inibizioni interiori (psichiche) e esteriori (leggi fisiche e civili). In futuro anche il ciberspazio sarà invaso da diversi tipi di inibizioni esteriori, prime fra tutte le censure, ma la libertà che il cibernauta acquisisce costituzionalmente, liberandosi dai propri limiti fisici e psichici, garantisce che nel ciberspazio l'individuo goda di una libertà più ampia rispetto a quella di cui dispone nella realtà. Qui si insidia però un rischio, il rischio che l'individuo si alieni nella realtà virtuale, rinunciando alla propria volontà di potenza sul reale effettiva. Questo rischio può essere utilizzato anche dal sistema di potere, che vuole mantenere la propria stabilità, per neutralizzate la potenziale energia di destabilizzazione presente nei singoli individui. Il ciberspazio si mostra in modo ambiguo e duplice: può essere sistema di destabilizzazione, in quanto tensione al mutamento del reale e sistema di repressione in quanto possibilità di alienazione.





Spazzatura Internet
23/02
Perché non diventi minaccia di destabilizzazione, l'ordine vigente nella mondanità, interviene con la censura(come accadeva anche qualche secolo fà nel caso dei libri messi all'indice dalla Chiesa), ma la verità e il cambiamento che il pensiero elabora, se autentici vengono sempre a galla, nonostante il tentativo da parte dell'ordinamento in pericolo, di farle sprofondare nell'abisso e oblio. Il pensiero in Internet, proprio per la sua maggior libertà, assume le forme più diverse, spesso quelle forme rifiutate dal sistema mondano. Tali forme di pensiero censurate non si lasciano comunicare, sono pensieri pericolosi che esitano a farsi linguaggio per i limiti di vario tipo contro cui possono scontrarsi.

Il pensiero non essendo libero di esprimersi pienamente nel sistema mondano, cerca altre strade per una possibile realizzazione e le trova nel ciberspazio, dove molte limitazioni vengono meno. Internet diventa un utile immondezzaio(Traschan), in cui il sistema mondano tenta di neutralizzare ciò che lo minaccia, una valvola di sfogo. Qui si sfogano in modo ancora innocuo, quelle pulsioni che sarebbero pericolose se trovassero espressione immediata nel mondo. Tali pulsioni possono dirsi irrazionali, solo se per razionalità' si intende l'ordine del sistema mondano, ordine che per continuare ad esistere deve escludere ciò' che lo minaccia. La censura non ha quindi interesse di intervenire in modo immediato, in quanto se le pulsioni non trovassero uno sfogo innocuo come sembra essere Internet, cercherebbero di attualizzarsi in altri modi . . . In un certo senso il lato oscuro del ciberspazio e' comunque utile al sistema, almeno fino a quando il pericolo non sarà evidente.



La realtà virtuale 15/02
del ciberspazio è una forma superiore di volontà di potenza La realtà virtuale del ciberspazio si distingue dal semplice pensiero, da cui non può prescindere, per la sua superiore potenza sul reale, si distingue dalla realtà mondana per il suo continuo far riferimento ad essa come metro di confronto. Il pensiero in quanto potenzialità, vuole farsi atto, e in Internet trova un mezzo per realizzare il suo fine.

Il pensiero in quanto volontà di farsi atto, è volontà di potenza sul reale. Tale volontà di potenza trova soddisfazione se riesce ad assumere una forma effettiva, una forma in atto. Il pensiero si attualizza tanto più riesce ad essere in comunicazione, tanto più riesce a farsi sentire, a farsi linguaggio. In Internet la tecnica fornisce la possibilità della multimedialità applicata alla intercomunicabilità, rendendo così il pensiero comunicato più vicino al reale rispetto ad ogni altro mezzo di comunicazione, quindi rendendo il pensiero più potente.



Internet possibilità di salvezza 12/01
Certamente Internet non è solo traschan, inizialmente nasce come mezzo di comunicazione(Media) al completo servizio del sistema. Successivamente si rivelano e si riveleranno possibilità insospettate. Per evitare che sia traschan, il cibernauta deve essere un attivo driver, non contento di elaborare progetti nel ciberspazio, deve modificare la realtà attraverso essi. La tecnica fornisce il supporto fisico grazie al quale il pensiero può esprimersi liberamente. Proprio la tecnica che nasce come mezzo a disposizione del sistema mondano per rinforzare il suo dominio, offre al suo interno possibilità di dissolvimento dell'ordinamento stesso, possibilità che vanno utilizzate senz'altro per migliorare il nostro mondo attuale. La tecnica, mezzo di limitazione per la libertà di pensiero, pericolo per la libertà' , diventa possibilità di salvezza da questo pericolo. Profeta fu il poeta moderno quando mise in versi il suo pensiero: "Dove c'è il pericolo, cresce anche ciò che salva..." La tecnica, questo pericolo, con Internet può essere possibilità di salvezza.


Periodo 2012

Un mondo alla rovescia 21/12
Appena ci muoviamo nella rete, una quantità di dati e informazioni che ci riguardano, sono raccolti spesso a nostra insaputa. Gran parte delle informazioni online sono gratuite per modo di dire. Il prezzo che paghiamo per i servizi come Facebook, Twitter o Youtube, per nominare i più diffusi, non è in euro o franchi, bensì in dati personali. Le aziende che pagano profumatamente i colossi della rete ne traggano i maggiori profitti. Si può lanciare una campagna pubblicitaria pagando l’azienda che fornisce il servizio, e raggiungere in pochi giorni milioni di utenti, che ignari e felici faranno click sui vari bottoni “mi piace” o simili, credendo di fare parte di comunità di appassionati amici, che forse cercheranno il nostro consenso. Il vero oro di questa nostra epoca non è il petrolio o le varie fonte di energia, da anni ormai in mano a poche compagnie che ne detengono il monopolio, bensì lo sfruttamento della rete. Sfruttamento nel senso dell’uso dei vari sistemi di controllo, per i più svariati motivi. Dallo spionaggio che fa uso del metodo delle “botnet” finora utilizzato dagli ingegneri informatici per il controllo tramite la diffusione di un software malevolo (malware), di reti intere collegate alla rete. La definizione sommaria di botnet, indica una rete di computer connessi al web e infettati da software malevolo di vario tipo, caratterizzata dalla possibilità di essere controllata da un’unica entità remota, definita botmaster. L’infezione, propagatasi in differenti modalità, permette il controllo da parte dei creatori delle macchine soggette al problema, con differenti livelli di pericolosità. Lo scopo è svariato e consiste, nella rivendita di dati a fini statistici, attacchi programmati verso siti specifici partendo dalle macchine infette o, più recentemente, spionaggio. Quest’ultimo è sicuramente il più preoccupante, e un fenomeno in forte crescita. Lo spionaggio o “cyber spionaggio” passa sempre più attraverso il web. Ne fanno uso le nazioni più avanzate da anni, per scopi industriali, politici e bellici. La saga del cyber spionaggio prosegue con Red October ma questa volta la questione sembra essere più seria, come riportato da Kaspersky Labs, in altre parole chi ha fatto la scoperta. Vediamo di cosa si tratta. Red October è nel suo genere la più vasta botnet spionistica finora scoperta, con oltre 3000 postazioni coinvolte e accreditata di una raffinatezza almeno a livello di Flame. Il primo lato inquietante della scoperta è che non è più localizzata su uno specifico obiettivo, ma distribuita in luoghi sensibili un po’ in tutto il mondo, con preferenza per ambasciate, centri produttivi, istituti di ricerca, uffici governativi, centri petroliferi, postazioni militari e altri non ancora ben identificati (o non volutamente dichiarati). Il sistema malevolo è, infatti, in grado di trafugare dati da PC, iPhone collegati a esso (grazie anche alla sincronizzazione in locale dei contenuti o in cloud partendo dalla macchina interessata), telefono Nokia specialmente con Symbian e sistemi Windows Mobile.

Chi c’è dietro? Non si sa. L’unica cosa che gli ingegneri russi di Kaspersky Labs hanno riferito è che gli sviluppatori sono probabilmente di madrelingua russa, per via di alcuni termini trovati che fanno riferimento a slang utilizzato in questo idioma. A differenza di altri attacchi, però, non vi è link che riconduce a un preciso stato. La Cina è famosa per filtrare molto i dati in entrata e in uscita, a causa di questo certe mail potrebbero non essere mai giunte a destinazione, specie in luoghi sensibili. È presente anche l’Italia che, come molti paesi Europei, è stata spiata soprattutto nelle ambasciate. Senza volere galoppare l’onda dell’allarmismo, la scelta più probabile rimane comunque quella tipica: ricavare denaro, molto denaro, con la vendita dei documenti trafugati. In che mani poi vadano queste informazioni non sono dato sapere. Emerge un dato chiaro: sempre più spesso l’attività spionistica passa per il web e la nuova frontiera sembra proprio quella del malware mirato e sempre più efficace. La novità in questa raccolta di dati e informazioni, non è la schedatura per motivi burocratici delle nostre informazioni, che avviene da molti decenni ormai. La difficoltà consiste nella mancanza di trasparenza e di controllo in concreto impossibile nella rete. Per capire i vari metodi su come i dati siano recapitati dalle aziende o altri enti interessati, è sufficiente cliccare in Google parole chiave come “sicurezza nella rete” o “PC sicuro” ecc. Possono essere certi che nel giro di pochi minuti un malevole ha già invaso il vostro PC, Smartphone o Tablet. Quali sono in definitiva gli svantaggi per noi cyber dipendenti, o semplici navigatori dell’etere? I vari servizi che senza se e senza ma, raccolgono i nostri dati dalle molteplici fonti disseminate nella rete, vengono usati senza alcun pudore, e in barba alla tanto decantata privacy da molti enti a noi interessati. Proprietari di case, datori di lavoro, istituti di credito, assicurazioni o anche l’ufficio delle imposte. Amici che delle volte possono non rivelarsi tali ecc. Essendo inoltre questi dati spesso errati le sopra citate agenzie, potrebbero trarne delle conclusioni distorte. Pensiamo per rendere l’idea di come il mondo cambia, mentre ci dibattiamo per cose ormai degenerate come la politica e ci scandalizziamo della corruzione, Se Facebook fosse uno stato, sarebbe il terzo per popolazione sulla terra. Uno stato in cui si comunica in una decina d’idiomi, e si divide la propria vita privata in grandi gruppi in media di 130 amici. Più della loro metà comunica giornalmente con la centrale di questa rete sociale. Mese dopo mese sono caricati circa 700 miliardi di fotografie e una decina di milioni di video. Se Facebook fosse uno stato, il suo regime sarebbe sulla migliore strada per quanto riguarda la conoscenza di ogni suo cittadino. Avrebbe tutte le informazioni private, i gusti, le tendenze politiche e tante altre informazioni che nemmeno i migliori amici o parenti sono a conoscenza. Si calcola che vi siano circa 40000 server distribuiti nel pianeta senza limiti di frontiera e di controllo. Internet come simbolo di libertà ed emancipazione, che permette un’aggregazione con altri gruppi sociali a livello planetario. Skype ovvero la telefonia via internet, che Grillo alcuni anni fa sponsorizzava come arma da usare contro le compagnie telefoniche, è da alcuni anni di proprietà di Zuckerberg il fondatore di Facebook, che per espandere il bacino degli utenti ha integrato le due interfacce rendendo disponibile altri servizi come una propria email, e la possibilità di chat. Mi dilungherei scrivendo sul tema reti sociali con i pro e contra, ma una domanda e d’obbligo. Chi c’è dietro questo intero apparato tecnologico, che a nostra insaputa e lentamente ci ha modificato l’esistenza? Seguendo la filosofia (?) del fondatore di Facebook, è proprio questa trasparenza l’arma sui cui puntare per combattere ignoto che ci viene in ogni caso sottratto. In definitiva essendo noi senza problemi e vivendo tutti felicemente, il migliore modo per esprimere questo sarebbe di condividerlo con altri essere come noi. Non esiste nessuna congiura contro lo stato o altri poteri, ma di una cosa dovremmo essere coscienti. Nella rete non sempre troveremo amici. È l’industria dei consumi che più di ogni altra istituzione presente in questo mondo virtuale, ne trae maggior profitto, tramite degli algoritmi di ricerca mascherati da sondaggi (Opinion Mining). Questi sondaggi o semplicemente raccolta d’informazioni, è attentamente analizzata, selezionata, valutata e venduta al miglior offerente. I vari presidenti eletti tramite l’utilizzo d’internet, dal defunto Chavez a Obama, per non parlare del fenomeno Grillo in Italia, insegnano che utilizzando gli strumenti a proprio favore e per delle cause giuste, Internet e tutti i sui surrogati sono un’arma che come potere dissuadivo supera di gran lunga ogni altra invenzione mai fatta dall’umanità. Se avrò svegliato l’interesse sul tema, o attivato alcune conoscenze critiche, il mio scopo è ampiamente raggiunto. In conclusione un aneddoto tratto ovviamente dalla rete. Oggi mentre vi cazzeggiavo allegramente, mi sono imbattuto in una vignetta che fa riflettere molto: una foto di Julian Assange (co-fondatore e caporedattore di WikiLeaks ) che si definisce un delinquente poiché fornisce gratuitamente informazioni sulle corporations alla gente comune; mentre sotto, una foto di Mark Zuckerberg che è stato nominato uomo dell’anno per fornire, a pagamento, le nostre informazioni private alle corporations. Un mondo alla rovescia direi.


Periodo 2007

Le strategie controproducenti 30/01
Da anni se non decenni rincorriamo le novità nel campo informatico, sia di carattere hardware come anche software. Esse corrispondono nel 90 % dei casi per quanto riguarda il software, ad una sola impresa che per motivi legali non nominerò. Questo monopolio non giova affatto alla qualità del prodotto offerto. Per fare un confronto con l'automobile, è come se ogni tre giorni dovessimo passare dal mecchanico per correggere un difetto di costruzioni. Si dirà che che queste meravigliose tecnologie sono sofisticate e necessitano per la loro complessità di continui miglioramenti. In realtà un miliardo e mezzo di dollari al giorno viaggiano alla velocità della luce per effettuare grazie alle nuove tecnoloigie gli affari di chissa quale impresa quotata in borsa. Il patrimonio del''uomo più riccho del mondo viene calcolato in quarantamila miliardi di bit.

Ormai avere i soldi è dei poveracci come noi, esuberi, precari o secondo i sondaggi risorse... Ci illudono che avendo l'ultimo computer e l'allacciamento ad 'intenet con la più alta banda di velocità, dia a noi che "utiamo" un senso di aggregazione al mondo globale, ai blug, agli acquisti via etere che conviene ovviamente. Perchè dei sitemi operativi così sofisticati dovrebbero garantirci un'utilizzo diverso dell'impiego del mio tempo libero? Venti anni fà amavo la lettura, oggi seguo ad amarla ancora di più grazie anche ad'internet che mi permette di accedere a tutte le informazioni che io richiedo. Ciò che io reputo controproducente, sono gli utilizzi futuri e presenti che sopratutto i veri futuri padroni delle tecnologie hanno in mente per noi navigatori e clienti di mezzi tecnologici. Rincorriamo ogni novità che non siamo più noi a scegliere (anche se lo crediamo), ma le strategie controproducenti. Controproducenti per noi che inaridiamo le nostre capacità intellettuali, il piacere di socializzare fisicamente. In questo mondo sempre più multimediale, spetta a noi dire basta!!! Pianifichiamo i nostri acquisti con uno scopo una idea di ciò che vorremmo creare. Uno studio scientifico autodidatta? Ecco che la tecnologia farebbe dei miracoli, nel fornirci tutte le informazioni che necessitiamo. Parlo di informazioni e non di dati o filmini da scaricare, stampare o godere masturbandosi.

Di recente ho approfondito la vita di alcuni filosofi che a me stanno particolarmente a cuore. Dopo avere letto un'ottimo libro sul tema, ho fatto una ricerca in internet, che mi ha amplificato in modo esponenziale il sapere. Ecco il mio utilizzo e strategia producente. Che lo sia per noi che utilizziamo i mezzi utile e vantaggioso e non unicamente per chi li produce. Oggi spesso si gettano le cose nuove per sostituirle con delle nuovissime... Poveri coloro che che non hanno più gli anticorpi nel cervello contro la schemenza e bigottismo.




Periodo 2003

Pensare Internet
L'incensurata potenza del virtuale Ecco a voi cari amici cibernauti un saggio sul tema:
Non è da leggere tutto di un fiato ma da centellinare e capire ogni qualvolta avete il desiderio di capire perchè state usando questo potente strumento quale “Internet” e siate coscienti del suo potere e potenziale. Davide Fasolo alias Dado





 

Internet è una realtà di frontiera
Internet materialmente è presente nel mondo, la rete fisica che mette in omunicazione un numero sempre crescente di computer è il suo corpo, mediante esso l'individuo pensante entra in relazione con altri individui. L'insieme di dati e informazioni che scaturiscono dal rapporto tra i computer presenti nella rete costituisce una realtà accessibile in modo mediato a partire dal mondo quotidiano. Tale realtà in quanto fuori dal mondo è una realtà virtuale. Le realtà virtuali non nascono con l'invenzione dei computer, ma esistono almeno a partire dal momento in cui l'uomo è un essere pensante-parlante. La realtà virtuale per eccellenza è il pensiero, quella realtà che sempre in contatto con il mondo reale, se lo rappresenta sdoppiandolo. Il pensiero oltre che rappresentare il mondo, elabora progetti per modificarlo. Le rappresentazioni sono possibilità vere o false, mentre i progetti sono possibilità potenziali. Il pensiero nel mettere in atto i propri progetti diventa azione che tende a rinnovare il reale. Il progetto che diventa realtà è una potenza che si fa atto. La realtà attuale è da sempre il risultato dell'attività nascosta del pensiero che progetta. Mediante il linguaggio l'individuo pensante comunica i propri progetti ad altri individui con cui può collaborare per modificare il reale. Grazie al linguaggio, il virtuale assume la prima forza fondamentale per diventare atto e quindi potente sul mondo reale e grazie a Internet il linguaggio assume un corpo.

La realtà virtuale del pensiero, in quanto potenziale, è fuori dal mondo in atto, ma insieme è in contatto con esso premendo continuamente al fine di modificarlo. Tale realtà grazie a Internet mette in relazione pensieri diversi, facendosi linguaggio e così potenziandosi, in attesa del momento in cui si farà atto. Lo stesso accade anche in una dialogo orale o in uno scritto, ma solo in nella rete la realtà virtuale trova un solido spazio fisico per un ulteriore potenziamento di sé. Tale spazio fisico fuori dal mondo che mette in comunicazione esseri pensanti è chiamato ciberspazio (Cyberspace). Il ciberspazio che si costituisce nel corpo di reti di Internet, è una realtà di frontiera tra la realtà e il puro pensiero che prepara il virtuale ad un successivo potenziamento al fine di farsi atto. Il cibernauta(Cybernaut) conseguentemente è l'essere umano pensante che interagisce con la dimensione virtuale del ciberspazio.

L'interazione con il ciberspazio può essere passiva, allora l'essere umano si lascerà' trasportare tra i diversi luoghi dal programma navigatore(Browser), senza interazioni con
altri cibernauti e senza la creazione di nuovi spazi. Questi cibernauti passivi si chiamano marinai(Sailor). Se l'interazione è attiva, il cibernauta utilizza il broswer oltre che per navigare tra i diversi luoghi, anche per crearne di nuovi e interagire comunicando con
altri cibernauti. Questi ultimi vanno considerati cibernauti in senso proprio in quanto conducenti attivi e si chiamano piloti(Driver). Come la realtà spazio temporale virtuale del ciberspazio risulta diversa dalla realtà' mondana, anche l'essere umano in quanto cibernauta muta radicalmente il suo modo di essere. L'esistenza del cibernauta è virtuale, un'esistenza che non interagisce con lo spazio e il tempo del mondo reale in atto, ma con una realtà che vuole emulare quella reale o che comunque mantiene un riferimento sempre evidente con quella. L'esser virtuale del ciber spazio non implica una mancanza d'essere rispetto alla realtà mondana, cioè una inferiorità ontologica, e neppure una etica. Il suo essere virtuale si riferisce, in relazione al suo esser potenziale, al continuo rimandare alla realtà mondana, esso inoltre è subordinato alla realtà mondana nel senso che eventi mondani possono in ogni momento minacciare la sua sopravvivenza. Il modo di essere virtuale del ciberspazio è diverso oltre che dal modo di essere del mondo reale, anche dal modo di essere potenziale del pensiero. Per ora possiamo affermare che la realtà del ciberspazio è di frontiera, un interregno tra la realtà in atto e il pensiero in potenza. Il cibernauta in questo interregno è essenzialmente pensiero individuato in relazione con altri pensieri individuati. Egli pur non essendo nel mondo reale, esiste, in quanto aperto al rapporto con gli altri e pronto a trarre vantaggio dalla sua esperienza nel ciberspazio, anche per la sua apertura al mondo reale.





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Last modified April 27, 2013